“ Il pubblico negli stadi ? In questo momento la priorità è correre sul piano vaccinale. Ciò vorrebbe dire tornare alla vita normale e dunque poter tornare dentro gli stadi, gli impianti e le palestre. Bisognerà condividere un metodo per l’ingresso nello stadio: vaccini, tamponi, prima dell’ingresso”.
Ecco in questi momenti il ritorno allo stadio con un “metodo condiviso” lascia interdetti e questo, sempre e soltanto, per consentire ai tifosi, orbi di tanto spirito calcistico, di soddisfare i loro desideri.
Da queste pagine ho, più volte, commentato negativamente il “carrozzone” calcio, la cui unica preoccupazione è stata, ed è, quella di tamponare la carenza di liquidità derivante dai mancati incassi dei tifosi, senza la quale e “senza l’ammodernamento degli stadi “ il sistema calcio collassa!
Ed in questo contesto, è ancora più assurda la contrapposizione di accordi privati ( Protocollo Figc) alle decisioni di quelle Autorità amministrative ( Le ASL), preposte alla tutela della salute individuale e collettiva, addirittura accusate di “abuso d’uffio”, pur di proseguire le competizioni.
Un contrasto che ha avuto, al di là di ogni considerazione sociale, l’unico concreto effetto di falsare un campionato professionistico, nel quale qualunque traguardo, primato o retrocessione, non potrà essere considerato veritiero.
Mi auguro che la nuova compagine governativa, come anche sottolineato dal Sottosegretario Costa, pensi unicamente “ a correre sul piano vaccinale”.
Del resto, l’insensibilità del sistema calcio, anche europeo, alla tutela della salute che si contrappone al costante “impegno” per guadagnare ad ogni costo ed in qualsiasi condizione, è confermata dalla recente richiesta dell’UEFA, che in occasione degli Europei da disputarsi a Roma, chiede la presenza di almeno il 25% della capienza dell’Olimpico, stadio deputato ad ospitarli.
E tutto ciò, mentre il CIO, il Comitato Paralimpico Internazionale ed il Governo giapponese ha assunto la storica decisione di non permettere la presenza alle competizioni olimpiche al pubblico straniero, mentreanche gli stessi tifosi giapponesi non hanno la garanzia di assistere in presenza alle gare.
Ciò, tra l’altro comporterà il rimborso di circa 810.000 biglietti già venduti. Siamo proprio in un altro mondo ed in un’altra cultura di rispetto dell’uomo.
Sulla successiva condivisione del metodo italiano con il quale riaprire gli stadi ( passaporto vaccinale e tampone rapido???), ne conosco solo e soltanto una: l’uscita definitiva dalla pandemia, senza alternative “ condivise”.
Alfredo Parisi









