Quanto sopra, conformemente al dettato di cui all’art. 13 Costituzione, secondo cui la libertà personale è inviolabile, essendo vietata qualsiasi forma,[i]oltrechè di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, nonché qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto autorizzato dall’Autorità Giudiziaria o nei soli casi e modi previsti dalla legge..
Ne discende, a mio avviso, che, sul modello della normativa concernente i predetti steward, a coloro ai quali è attribuita la competenza e la responsabilità di far osservare l’obbligo del possesso di green pass o di titoli equivalenti per accedere a determinati luoghi, vengano espressamente e specificamente previste ex lege le stesse competenze e responsabilità previste per gli steward.
Diversamente, titolari di esercizi pubblici e di imprese o loro incaricati destinatari dell’obbligo in questione sarebbero sforniti delle competenze e dei poteri per farlo osservare.
Non solo, ma costoro verrebbero esposti al rischio di denunce penali per aver svolto attività restrittive della libertà personali.
Aggiungasi che gli steward, per rafforzarne le competenze ed il ruolo ,nonché per loro maggiore tutela penale, sono stati equiparati per legge a pubblici ufficiali, sia pure limitatamente a quanto attiene a violenze o minacce ricevute.
In mancanza di tali disposizioni normative ritengo impossibile e, comunque,assai arduo, pretendere che i destinatari del suddetto organo possano essere messi in grado di farlo rispettare.
Senza tener conto che l’attività di controllo richiede che i destinatari dell’obbligo siano distolti dall’esercizio delle loro normali attività.
Resta da dire, peraltro, che mentre gli steward devo possedere determinati requisiti e sono assoggettati ad uno specifico addestramento, non lo sono i destinatari e i loro incaricati dall’obbligo di far osservare il rispetto del possesso di green pass o di titoli equipollenti.
Né è possibile che, almeno nell’immediato, tali destinatari possano munirsi dei requisiti e dell’addestramento di cui trattasi.
Ritengo, altresì, a titolo di considerazione generale, che se uno Stato assume come essenziale e fondamentale per la tutela della salute pubblica una vaccinazione di tutta o di gran parte della popolazione non solo ha il diritto, bensì il dovere, di imporla per legge, assumendosene tutti gli oneri e le responsabilità.
D’altronde, già molte vaccinazioni sono state rese obbligatorie nel nostro Paese.
Vaccinazioni obbligatorie assolutamente conformi all’art. 32, 2° comma della Costituzione, esonerando dall’obbligo, per evitare di superare i limiti del rispetto della persona umana, quei soggetti che, mediante certificazione medica attestante. a causa delle loro condizioni psicofisiche, la pericolosità o inidoneità delle vaccinazioni.
Altre soluzioni come la green pass e simili mi sembrano, invece, misure parziali, discriminatorie e surrettizie, volte, soprattutto, a scaricare su privati cittadini, quali in specie, commercianti e imprenditori, doveri, oneri e responsabilità che sono, o dovrebbero essere, dello Stato e di chi lo governa.
Osservo che la libertà personale, solennemente sancita e declinata in tutte le sue espressioni e in tutti i suoi aspetti nella Parte I, Titolo I, della Costituzione, non è né frutto di una concessione sovrana né un premio che graziosamente si dà o si toglie o si limita.
Preciso, infine, a scanso di dubbi e sospetti che il sottoscritto si è già vaccinato contro il Covid 19 con le due dosi sinora prescritte ed è in possesso di green pass.
Avv. Massimo Rossetti










