Al di là dei formali richiami al “disappunto” ed alla “arbitrarietà del contenuto e delle modalità della lettera”,citati nelle richiamate lettere, ciò che è testimoniato è ormai l’esigenza di un commissariamento di una Lega, troppo condizionata da conflittuali interessi, come espressamente riconosciuto, non tanto delle società, quanto dei “loro legittimi rappresentanti”.
A questo gravissimo aspetto si aggiunge l’impossibilità di un sistema tenuto in vita solo per generare perdite, senza alcuna visione strategica sia in termini di modelli di business sia di innovatività gestionale, in un arroccamento di antistorico e antisociale di mantenimento feudale di “signorie”.
Ma ciò che è lasciato ai margine della disamina, forse proprio per l’enorme assurdità dei contenuti, sono gli aspetti formali di questa missiva indirizzata in modo apocrifo alle Istituzioni sportive e statali, che correttamente non possono neppure prenderla in considerazione.
L’uomo comune, così come il giurista, si chiedono ma chi è la “Segreteria della Lega Serie A” ? Un semplice ufficio, anonimo negli aspetti soggettivi e funzionali, che non può essere considerato un centro di interessi e di poteri con valenza interna e, soprattutto, esterna, ma che costituisce semplicemente un organismo interno all’Associazione di cui fa parte senza alcun potere autonomo.
Infatti, nello Statuto della Lega tale ufficio non solo non è elencato nell’art. 7 tra “ Gli organi della Lega di Serie A” ma è nominato solo come semplice depositario dei verbali delle riunioni assembleari ( art. 9, punto 9) e consiliari ( art.10,punto 13).
Si è realizzato così, anche nel caso delle lettere dirette dal Bologna e dal Torino, uno scambio di corrispondenza interna alla Lega tra le società affiliate e….nessuno. Un soggetto, cioè, giuridicamente inesistente, che non può ai sensi dello stesso Statuto della Lega essere legittimato a spedire ed a ricevere lettere ufficiali che incidano su aspetti associativi di qualunque tipo.
Mittenti e Destinatari della Lega Serie A di qualsiasi comunicazione, anche da parte dei propri associati, non possono che essere il Presidente e l’Amministratore Delegato.
Una commedia dell’assurdo che non può che avere una conclusione : il commissariamento della Lega Serie A.
Alfredo Parisi










