La recente enfasi mediatica riservata alla presenza della S.S. Lazio spa alla Borsa di New York e le dichiarazioni dalla stessa fornite, lasciano perplessi :“L’inizio di un percorso che va oltre il calcio giocato e racconta di un club capace di dialogare con finanza, tecnologia e media internazionali, valorizzando il proprio brand e la visione  distributiva del prodotto in una fase di profonda trasformazione del settore sportivo globale “( così, La Gazzetta dello Sport, 17 dicembre 2025, pag. 26).

Le perplessità riguardano sia la situazione patrimoniale, economica e finanziaria evidenziata  nel bilancio al 30.06.2025 approvato dall’Assemblea dei soci il 28 ottobre u.s., sia il significato  della presenza al NASDAQ della Società.

Và, innanzitutto, precisato che il NASDAQ è un indice dei principali titoli tecnologici, articolato per settori riferiti alle tipologie di imprese ( es. bancarie, sofware, telecomunicazioni etc ..).

Ma cosa significa il “suonare  la campanella” alla Borsa di New York?  Non è soltanto un atto simbolico e pubblicitario  per dire semplicemente  “ ci siamo  anche noi!” , ma ha un significato di società che si quotano in Borsa per attirare investitori in una visione di  rendimenti futuri e di sfruttamento della variazione positiva della capitalizzazione delle azioni acquisite. Segna  cioè l’inizio di negoziazioni ufficiali di trading .

Tutto ciò contrasta con la situazione attuale  presentata ai media  italiani ai quali è stato più volte enfatizzato il ruolo fondamentale di una “impresa familiare” destinata ad essere tale nel futuro.

Ma allora, quale significato attendersi da questo gesto teatrale ?

Se lo guardiamo da un punto di vista ottimistico, si presenta  come l’inizio di un percorso di quel cambiamento negli assetti societari da tempo invocato per una diversa dimensione sportiva del Club.

Infatti, presentare al NASDAQ  una società  significa aprire il proprio capitale ad  investitori, sia individuali, sia istituzionali quali ad esempio i fondi , con effetti conseguenti sulle strategie operative e competitive della Società.

Ed è in quest’ultimo caso che non si può non rilevare l’incongruenza tra questa strategia  e le dichiarazioni politiche e pubbliche dell’attuale detentore del pacchetto di controllo presentate, anche sotto forma di DDL, contro la presenza dei fondi patrimoniali nel mercato calcistico italiano.

Sulle conseguenze dell’apertura al mercato dei capitali di una società per azioni, si rimanda  alla Nota tecnico-giuridica dell’Avv. Massimo Rossetti che verrà pubblicata a parte.

 Alfredo Parisi

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