C’era una vecchia trasmissione tv chiamata “ l’oggetto misterioso” in cui i telespettatori dovevano indovinare cosa fosse un oggetto difficilmente identificabile che veniva loro mostrato.
Ultimamente, un oggetto altrettanto misterioso,è entrato a far parte delle regole del gioco del calcio.
Tale oggetto è rappresentato dalla parola “immediatezza”: vale a dire che un gol va convalidato o annullato a seconda che il giocatore che lo ha segnato lo abbia fatto immediatamente o non dopo un tocco, anche involontario, di mano o in posizione di fuorigioco.
Laddove, il problema è che alla parola “immediatezza” si sia voluto e si voglia attribuire un significato esclusivamente temporale, peraltro del tutto indefinito ed indefinibile.
Al contrario, occorrerebbe nella fattispecie attribuire alla parola “immediatezza” un significato più appropriato.
Ricorrendo, infatti, al vocabolario Treccani il significato di immediato e di immediatezza consiste, anche, nel nesso di causalità tra una azione ed un’altra.
Cioè una azione deve essere considerata immediata se tra questa e quella successiva non si interpone nessuna altra azione che possa essere causa della prima.
Cosicchè,intendendo il significato di immediatezza come sopra, un gol può essere considerato immediato se esclusivamente frutto di una azione del giocatore che lo ha segnato; mentre, invece, deve essere considerato non immediato se frutto di una azione interposta tra quella del calciatore che lo ha segnato e un’altra azione, anche occasionale, di un compagno di squadra o della squadra avversaria.
Quanto sopra, a prescinderedal fattore temporale, come detto, assolutamente indefinito e indefinibile.
Solo così la regola in questione può essere ritenuta non affetta dal vizio di eccesso di potere con le figure sintomatiche di illogicità e ingiustizia manifeste, caratterizzate da totale incertezza del diritto e da disparità di trattamento. Si tenga,altresì,presente che la discrezionalità tecnica dell’arbitro nell’applicare una regola di gioco non può trasmodare nel puro e semplice arbitrio, rappresentato da una valutazione meramente ad nutum.
Circa,poi,la tesi che non esiste mala fede nelle decisioni arbitrali, occorre precisare la netta differenza che esiste tra dolo e colpa.
Il primo che consiste nella volontà di un soggetto di produrre un evento allo scopo di raggiungere un determinato fine. La seconda, viceversa, che consiste nel commettere involontariamente un fatto o nell’ometterlo, in violazione dei doveri di diligenza, perizia, prudenza.Doveri che devono essere scrupolosamente osservati dall’arbitro nell’assumere le sue decisioni.
La colpa è grave ove, nel caso in esame, dovuta all’inosservanza dei predetti doveri esigibile da un componente medio della categoria arbitrale.Colpa grave che configura un illecito fonte di responsabilità.
Pertanto, un errore, involontario ma grave, dell’arbitro non lo esime, per definizione, da qualsivoglia responsabilità.
Che, infine, sussistano dubbi sulla indipendenza e terzietà dell’arbitro è testimoniato, anche, da una recente interpellanza parlamentare svolta dal Deputato PD , Emanuele Barbagallo, al Ministro dello Sportchiedendo quali azioni intenda intraprendere per garantire trasparenza, credibilità e autonomia del movimento calcistico italiano, specialmente dopo casi di scommesse illecite o presunte interferenze.
Interpellanza che fa riferimento a notizie di una indagine in corso da parte della Procura FIGC che coinvolgerebbe il Presidente dell’AIA, alcuni designatori arbitrali e altri soggetti, sottolineandosi come l’indipendenza e la terzietà suddette siano essenziali per la credibilità del sistema sportivo.
Al riguardo si ritiene importante riportare, in appendice, il Comunicato Ufficiale del Presidente AIA, Antonio Zappi, del dicembre 2025.
Credibilità in questo momento, soprattutto del sistema calcio, messa fortemente in discussione.
Mancanza o insufficienza di credibilità causa di un progressivo, ma inesorabile,disinteresse eabbandono da parte dei tifosi, i quali, non bisogna mai dimenticarlo, sono direttamente ed indirettamente, i principali finanziatori del sistema calcio.
Avv. Massimo Rossetti
Comunicato Presidenza AIA
Il Presidente AIA e il Componente CN Marchesi deferiti al Tribunale Federale Nazionale. Zappi: “E l’ora più buia, ma ci sarà un giudice a Berlino”
15/12/2025
Il Presidente dell’Associazione Italiana Arbitri, Antonio Zappi, informa gli associati di aver ricevuto in data odierna, unitamente al Componente del Comitato Nazionale Emanuele Marchesi, un deferimento da parte della Procura Federale in relazione a fatti e condotte rispetto ai quali ribadisce la propria totale estraneità e rivendica la piena legittimità del proprio operato.
Nel pieno rispetto delle procedure e delle istituzioni della giustizia sportiva, sono state immediatamente avviate tutte le iniziative necessarie a fornire i chiarimenti richiesti e a mettere a disposizione la documentazione utile a dimostrare la correttezza dell’operato del Presidente e dell’Associazione Italiana Arbitri.
Il Presidente conferma la massima collaborazione con gli organi competenti e invita tutti gli associati a mantenere equilibrio, coesione e senso di responsabilità, evitando polemiche pubbliche che possano arrecare pregiudizio all’immagine, all’unità e alla credibilità dell’Associazione.
Al fine di garantire la massima trasparenza, il Presidente ha formalmente richiesto che, nei limiti consentiti dalle norme vigenti, gli atti dell’indagine possano essere resi disponibili agli associati che ne facciano richiesta. Tale scelta è coerente con il mandato democratico conferito al Presidente e si fonda sui principi di trasparenza e condivisione, ritenuti essenziali per la tutela dell’immagine e dell’autonomia dell’AIA.
Il Presidente ribadisce inoltre che il proprio operato è sempre stato orientato esclusivamente al bene comune dell’Associazione, nel pieno rispetto dell’autonomia tecnica e organizzativa dell’AIA, sancita dai principi informatori e dallo Statuto FIGC, e che ogni associato ha il diritto di formarsi una valutazione consapevole sulla base di elementi oggettivi.
In questo contesto si inserisce il lavoro svolto negli ultimi mesi dall’Associazione, con particolare riferimento all’impegno volto a contrastare con determinazione la recrudescenza degli episodi di violenza nei confronti dei giovani arbitri e a tutelare, senza esitazioni, l’autonomia tecnica dell’AIA da iniziative volte alla riduzione della stessa. Azioni intraprese sin dal 14 dicembre 2024 e condotte con fermezza,
responsabilità e senso delle istituzioni, nell’esclusivo interesse dell’Associazione e dei suoi associati.
L’AIA e il suo Presidente continueranno ad agire con rigore e determinazione, rivendicando in ogni sede la propria dignità istituzionale e tutelando la solidità dell’Associazione, proseguendo nello svolgimento del proprio ruolo con indipendenza e responsabilità. Resta ferma la volontà di portare avanti un progetto tecnico fondato sulla qualità, sulla crescita e sulla valorizzazione dell’intero movimento arbitrale, nel solco tracciato sin dall’inizio del mandato, nella convinzione che il rispetto delle regole e delle garanzie costituisca il fondamento di ogni valutazione equa e consapevole.
Il Presidente
Antonio Zappi









