Con riferimento alla Convenzione di Saint Denis –Comitato sulla sicurezza e la prevenzione nelle manifestazioni sportive, si richiamano alcuni principi “storici”:

  1. Ogni persona ha il diritto di viaggiare e assistere a partite di calcio e altre manifestazioni sportive, nel rispetto delle leggi e dei regolamenti, e di essere trattata in modo sicuro, protetto e accogliente;
  2. la violenza e i disordini violano i diritti umani e le libertà fondamentali degli spettatori e degli altri partecipanti, e che gli Stati Parte della Convenzione hanno il dovere di prevenire il verificarsi di tali atti;
  3. divieti hanno il potenziale di violare i diritti umani, in particolare il diritto alla libertà di movimento, il diritto al rispetto della vita privata e il diritto alla libertà e alla sicurezza;
  4. qualsiasi restrizione dei diritti umani e delle libertà fondamentali, come i divieti, deve essere conforme alla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo e alla legge nazionale, necessaria in una società democratica e proporzionata allo scopo legittimo da raggiungere
  5. tutti gli Stati Parte della Convenzione hanno piena autorità nel determinare i propri quadri giuridici e le politiche nazionali, ma dovrebbero farlo tenendo nel dovuto conto i diritti umani e le libertà fondamentali;
  6. Gli Stati dovrebbero stabilire quadri giuridici trasparenti che definiscano i criteri e le procedure per imporre divieti collettivi, garantendo il giusto processo e il diritto di appello.
  7. Governi delle Parti della Convenzione del Consiglio d’Europa (CETS n. 218) adottino o perfezionino la propria legislazione e le proprie politiche sui divieti collettivi per i tifosi in trasferta basandosi sui seguenti principi:
  8. La legislazione nazionale sull’esclusione dalle manifestazioni sportive dovrebbe dare priorità alla responsabilità individuale rispetto alle restrizioni collettive, garantendo che le sanzioni siano mirate ai responsabili di condotte disordinate..
  9. Giustificare sanzioni collettive a causa di un esiguo numero di facinorosi è controproducente e sproporzionato, poiché alimenta un senso di ingiustizia e logora i rapporti tra tifosi e autorità pubbliche e sportive.
  10. I Paesi in cui i divieti sono spesso imposti senza consultazione preventiva dovrebbero adottare un processo decisionale più inclusivo per aumentare la legittimità e la fiducia pubblica;
  11. Le informazioni sui divieti dovrebbero essere diffuse attraverso canali diretti e accessibili (annunci ai club, ai loro SLO – Supporter Liaison Officers e alle organizzazioni di tifosi) anziché tramite pubblicazioni indirette che potrebbero non raggiungere il pubblico interessato.

Alfredo Parisi

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