a) un articolo a firma di Tony Damascelli che reca un’ampia intervista all’attuale azionista di riferimento e Presidente del Consiglio di Gestione della SS Lazio spa, dr.Claudio Lotito;

b) il resoconto di un forum  con una ampia intervista allo stesso dr. Lotito.

L’ articolo e l’intervista sub a) sono titolati : “ Lotito: vi racconto cosa succede alla Lazio” e “ Vi racconto la mia verità sulla Lazio”,mentre le dichiarazioni a Il Tempo recano il titolo “ Voglio moralizzare il sistema” (in prima pagina), “Mi contestano ma tutti mi imitano” ( alle pagine 32 e 33).

Il secondo titolo dell’intervista a “Il Giornale” sembra il più appropriato ai contenuti dell’intervista stessa e, più in generale, a tutte le dichiarazioni rese, in quanto, dalla lettura di queste ultime, si ricava che , in effetti, si tratta proprio e solo della “sua”verità: cioè quella del dr.Lotito.

I fatti, e non le opinioni, dimostrano, però,che ci sono (sarebbero) ben altre “verità” sulla Lazio che lo stesso dr.Lotito non racconta, così come la gran parte dei più importanti mass media, sia a livello nazionale sia a livello locale, omette di raccontare .

Riteniamo, dunque, opportuno raccontare alcuni fatti, non raccontati, seguendo il modello espositivo dei romanzi d’appendice : vale a dire, per singoli capitoli e per  puntate successive.

Ciò sia per favorire la lettura o l’ascolto di ogni specifico capitolo e puntata, sia per accrescere la suspence  nel lettore o nell’ascoltatore.

 

Il sistema di governo societario.

La SS Lazio spa è l’unica fra le Società calcistiche quotate in borsa ( le altre sono, come noto,  Juventus e Roma ) ad aver adottato ed a mantenere il sistema di governo societario così detto “dualistico” che svuota di diritti e poteri l’assemblea dei soci e che rende,in pratica, gli azionisti di minoranza,che nella Lazio rappresentano, pur sempre, oggi circa il 33 % del capitale sociale,degli “invisibili”.

Vale a dire dei soggetti privi di qualsiasi, effettivo, non solo potere di partecipazione alla vita societaria, ma persino di qualsiasi conoscenza di tale vita.

Se, peraltro, l’adozione del suddetto sistema”dualistico” poteva giustificarsi allorché l’azionariato della Lazio risultava frammentato, il mantenimento di tale sistema non trova più alcuna oggettiva e valida giustificazione, dal momento in cui il dr.Lotito, quale azionista, direttamente ed indirettamente, di riferimento ( dichiara di detenere oltre il 67 %  del capitale sociale) e che gestisce la Società ( è da sempre il Presidente del Consiglio di Gestione), è l’azionista,non solo, per l’appunto, di riferimento, ma anche di comando della Lazio, non soggetto,dunque, ad alcuna “mediazione” o “compromesso” e che può fare, e fa, esattamente tutto ciò che vuole.

Pertanto,l’unico, plausibile motivo per cui si continua a mantenere il sistema di governo societario così detto “dualistico” non può che essere quello di totale ed assoluto  straniamento degli azionisti di minoranza dalla vita societaria, realizzandosi così un modello di gestione che, nel gergo tecnico, suole definirsi di “ dittatura della maggioranza”o, se si preferisce, di “ dominio tirannico” della Società. Il che, evidentemente, corrisponde a “ quel senso spiccato di proprietà” di cui parla il dr. Lotito ed al fatto che, sempre secondo il dr.Lotito, una società per azioni quotata in borsa e che produce e vende spettacolo sportivo non farebbe parte di un “sistema produttivo”, rimanendo del tutto ignoto ed imperscrutabile  a quale mai altro “sistema” dovrebbe appartenere.

                                            …….. continua……

 

Il Lodo arbitrale : quando la giustizia è opinabile                           

 

Un recente lodo pronunciato dal Collegio Arbitrale costituito presso la Lega calcio,( per approfondimenti sul tema vedasi “Note illustrative e di commento del lodo” di M.Rossetti in www.federsupporter.it) secondo quanto previsto dal CCNL (Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro) applicabile ai calciatori professionisti, definito dal dr.Lotito “ il cancro vero del calcio”, ha stabilito, su ricorso del calciatore Pandev, che quest’ultimo aveva diritto a veder dichiarato risolto il contratto di lavoro che lo legava alla Lazio con scadenza al 30 giugno del corrente anno, per fatto e colpa della Società datrice di lavoro, avendo quest’ultima violato nei suoi confronti le norme contrattuali applicabili.

Non solo. Ma la Società  è stata anche condannata a pagare un  importo ( nella misura massima consentita del 20% della retribuzione ) per risarcimento del danno arrecato, con i suoi comportamenti, al giocatore medesimo, il quale, conseguentemente, ha subito instaurato un nuovo contratto di lavoro con l’Inter, senza alcun indennizzo a favore della Lazio e con un danno, per quest’ultima e per i suoi azionisti, valutabile, secondo la stima del valore di mercato del calciatore a suo tempo pubblicamente resa nota dallo stesso dr. Lotito, in un importo non inferiore ad almeno € 14/15 mln .Ciò premesso, afferma, però, il dr. Lotito che “il giudizio arbitrale non è stato terzo” e ,quel che è più grave, che qualcuno ha eluso le norme”, “ il Collegio Arbitrale della Lega ha sempre privilegiato l’AIC ( Associazione Italiana Calciatori  n.d.r.)” Laddove non può sfuggire come l’attuale Presidente del Consiglio di Gestione della Lazio  affermi che il Collegio arbitrale, non solo non sarebbe stato imparziale, ma, addirittura,” avrebbe eluso le norme”.  

Viceversa, lo stesso Collegio arbitrale, sia pure in composizione diversa, ma l’Organo giudicante è sempre il medesimo, successivamente pronunciandosi sul ricorso presentato dal calciatore Ledesma, avrebbe, sempre secondo il dr. Lotito, “ detto la verità” ed attuato una “ giustizia giusta”.

Dal che si deduce che,quando un Organo giudicante si pronuncia  in maniera favorevole e gradita al dr.Lotito, è imparziale, giusto e, soprattutto,”non elude le norme”, e “ non privilegia l’AIC “al contrario, quando lo stesso Organo si pronuncia in maniera a lui sfavorevole e non gradita, è parziale, ingiusto o, peggio, “elude le norme” e “privilegia l’AIC”.  

Della serie “Spesso ho una opinione quando sono sdraiato ed una del tutto diversa quando sono in piedi” ( da “Osservazioni e pensieri “ di G.CH.Lichtenberg, scienziato e scrittore tedesco 1742-1799) .

Naturalmente gli scriventi  sono curiosi ed in attesa di chiarimenti e precisazioni in merito da parte del Collegio arbitrale che si è pronunciato sul caso Pandev.

Va, inoltre,detto,con riferimento al caso Ledesma, che la decisione del Collegio  non è entrata nel merito della vicenda , stabilendo chi delle parti aveva ragione e chi torto, essendosi limitata a dichiarare l’inammissibilità del ricorso, poiché, alla data in cui esso era stato presentato, non sussistevano i presupposti per farlo, in quanto, qualora il calciatore avesse ritenuto di essere stato illecitamente escluso dagli allenamenti con la prima squadra anche dopo la data di presentazione del ricorso, avrebbe dovuto, cosa che evidentemente non ha fatto, ripetere la procedura di messa in mora della Società, così come previsto dal CCNL applicabile.

Ma la cosa ancor più paradossale è che l’utilizzazione di Ledesma, il quale ha nuovamente giocato e molto bene, nella partita Parma Lazio del 14 febbraio u.s.,viene , in qualche modo, ricollegata al pronunciamento arbitrale di cui sopra: quasi che, solo per effetto di quest’ultimo, tale utilizzazione si sia resa possibile, dimenticandosi che il calciatore aveva fatto ricorso al Collegio arbitrale proprio perché non veniva utilizzato (!!).

Così come, per lo stesso motivo, ha fatto Pandev, non comprendendosi d’altronde, perché, se, come aveva sostenuto pubblicamente il dr. Lotito, quest’ultimo era in possesso di prove documentali e testimoniali al riguardo, e se “ non a caso alcune Istituzioni stanno indagando ( QUALI  ? n.d.r.)”  non ha promosso, nelle sedi opportune ( non certo in sede di Procura Federale che non è un organo competente in ordine all’accertamento dell’eventuale violazione di norme civilistiche), un procedimento per far accertare e dichiarare l’inadempimento contrattuale del calciatore per violazione dell’obbligo di fedeltà e l’illecito storno di dipendente da parte della società che gli avesse fatto offerte in periodo non consentito dalle Norme Federali.  

Cosa che, peraltro, gli scriventi avevano suggerito, invano, di fare (vedasi  lettera raccomandata A.R., anticipata via fax, del 28 settembre 2009 alla SS Lazio spa), anziché,come avvenuto, estromettere, di fatto, il giocatore dagli allenamenti con la prima squadra e dalla sua utilizzazione in campo, con le disastrose conseguenze economiche di cui alla richiamata decisione arbitrale e con le altrettanto disastrose conseguenze sul piano sportivo che hanno portato la Lazio in zona retrocessione .

Quali sono, poi, “quelle certe cose” per cui dovrebbe “ scoppiare una bomba,se tirate fuori “? E perché, dr.Lotito, come dice Lei “non le tira fuori “ invece di fare discorsi allusivi e che suonano come messaggi in codice perché chi vuole intendere intenda ?

Ma, sostiene il dr Lotito, sia Pandev sia Ledesma sono stati sempre a disposizione dell’allenatore, senza alcuna preclusione e senza alcun divieto della Società alla loro utilizzazione .

Ne consegue che i calciatori in questione non sono stati utilizzati per mera ed esclusiva volontà e discrezionalità dell’ex allenatore Ballardini. A quest’ultimo, dunque, viene addossata ogni   responsabilità per il mancato utilizzo ed è, perciò,da augurarsi che, prima più che poi, il suddetto Ballardini voglia confermare o smentire questa affermazione, se non altro a tutela della propria dignità e reputazione professionale e voglia precisare quali sono le “ condizioni interne” che avrebbero pregiudicato la sua attività quale allenatore della Lazio.

Non solo, ma se Ledesma era ed è sempre stato, così come asserisce il dr.Lotito, liberamente utilizzabile da parte dell’ex allenatore Ballardini, senza alcuna preclusione e senza alcun divieto societari, perché mai da parte della Lazio sarebbe stato chiesto allo stesso calciatore, così come pubblicamente reso noto a suo tempo sempre dal dr. Lotito, di sottoscrivere una lettera, già predisposta dalla Società, di”giustificazione”, per così dire, del suo comportamento, quale condizione pregiudiziale ed irrinunciabile per essere utilizzato (la stessa procedura era stata attuata nei confronti del calciatore Stendardo, il quale, infatti, solo dopo aver sottoscritto una pubblica lettera, per così dire, di “contrizione” era stato utilizzato) ?

 

                                               ………continua…….

 

Gli investimenti effettuati (QUALI ? ) ed il risanamento societario.

 

L’attuale Presidente del Consiglio di gestione della Lazio, riconosce che la Società si “autofinanzia” , vale a dire  che vive esclusivamente delle proprie risorse  e non anche di investimenti del proprio azionista di riferimento. Poi, però, in altra parte dell’intervista, immemore di quanto detto prima, perentoriamente  intima :” Scriva: Zarate,oltre venti milioni in contanti.Matuzalem idem in contanti.Ho speso quasi 60 milioni,nessuna rata. Io

.Non “ IO ho speso 60 milioni”, Egregio Dott. Lotito, bensì “LA LAZIO ha” speso 60 milioni “.

Così come , sempre “ la Lazio” ha complessivamente speso centinaia di migliaia di euro per non dire milioni, per risarcimento di danni a calciatori, per stipendi pagati  a calciatori che non vengono utilizzati, per spese legali. A ciò aggiungasi che,come già rilevato, sempre alla Lazio ed ai suoi azionisti la gestione del caso Pandev, da sola, è costata, in termini di mancato guadagno, una cifra come 14-15 milioni di euro: cioè un importo,pari ,da solo, a circa la metà degli utili vantati e del monte ingaggi dei calciatori !

Il dr. Lotito sostiene,anche,di aver “ preso una società che aveva 1.070 miliardi di debiti “ .

Ebbene, dalla situazione patrimoniale ed economica della Lazio al 31.03.2004 (situazione patrimoniale ed economica predisposta per l’Assemblea del successivo luglio 2004, nel rispetto dei Regolamenti Consob), poco prima, quindi, della data in cui il dr. Lotito sarebbe diventato l’azionista di riferimento della stessa Lazio, risulta che i debiti della società erano pari a € 379,7  mln (circa lire 735 miliardi) , di cui € 132,4 mln per debiti fiscali e previdenziali, € 71 mln per debiti verso società del settore e con un patrimonio netto negativo € 39,9 mln .

.Peraltro, i debiti attribuibili alla gestione del dr.Sergio Cragnotti, precedente alle gestioni, poi succedutesi, ( Longo- Baraldi) , risultano, secondo il bilancio chiuso al 30.06.2003 ( la gestione Cragnotti, per la verità e precisione, era cessata il 2 gennaio 2003 e quindi il bilancio al 30.06.2003 comprendeva le risultanze di  circa sei  mesi di gestione diversa) ammontavano a circa € 430,9 mln :di cui € 118,8 mln per debiti fiscali e previdenziali,€ 116 mln per debiti verso società calcistiche per acquisizione calciatori,con un patrimonio netto negativo di  € 49,6 mln.

E’, peraltro, opportuno ricordare  che nell’agosto 2003 vi fu un aumento di capitale della Lazio per € 110 mln , garantito da un consorzio bancario guidato da Capitalia e sottoscritto dagli azionisti all’epoca esistenti, che fu utilizzato, come evidenziato nella Relazione di gestione del richiamato bilancio ( cfr.pag.23) per :

  • il pagamento di contributi ed imposte per € 19,30 mln
  • debiti verso la Lega Calcio per € 11,16 mln
  • pagamento di debiti verso società calcistiche per € 11,71 mln
  • stipendi a calciatori per € 8,03 mln
  • transazioni con procuratori e fornitori per € 10,94
  • per pagamenti a società calcistiche per € 2,11 mln.

Nel gennaio 2004 fu deliberato un nuovo aumento di capitale per € 120 mln ,questa volta non assistito dalla garanzia di alcun consorzio bancario, conclusosi nel luglio 2004, in sede di collocamento della seconda tranche del suddetto aumento, con la sottoscrizione da parte del dr. Lotito, per il tramite di Lazio Events srl ( società creata ad hoc), di azioni della Società per una percentuale pari a circa il 26,97 %  del capitale sociale.

Tutti i dati sin qui riportati sono tratti da bilanci, da documenti societari approvati e depositati e di pubblica consultazione.

Tuttavia, nella sua intervista, delicati apprezzamenti, quali :”meteore velenose” che “han portato al fallimento e alla perdita di credibilità del sistema “ e “a un calcio drogato sembrano dedicate  esclusivamente al dr. Cragnotti ed alla sua gestione, lasciando nell’oblio le gestioni successive, dal 3 gennaio 2003 e fino al  30 giugno 2004.

 Nessuna spiegazione viene, però, data del fatto che ,una volta diventato l’azionista di riferimento e Presidente del Consiglio di gestione della Lazio, egli non abbia promosso alcuna azione di responsabilità nei confronti dei precedenti amministratori, pur invitato, sia in assemblea che per iscritto a farlo, anche questa volta invano (lettera dell’avv. M. Rossetti, quale azionista).

 In particolare, il dr.Lotito non spiega perché non abbia agito nei confronti dei suddetti amministratori per mancato versamento all’Erario delle ritenute fiscali effettuate sui compensi ai calciatori. Mancato versamento che ha generato un debito di circa € 150 mln, a parte il fatto che tale mancato versamento sarebbe stato rilevabile e rilevante anche sul piano penale per l’ipotesi di appropriazione indebita.

Perché, in sostanza, il dr. Lotito, invece di inutilmente recriminare a parole verso le precedenti amministrazioni, anzi,verso una in particolare, non ha utilmente esercitato, a tutela della società e dei suoi azionisti, quelle azioni che avrebbe potuto –dovuto- esercitare, così come pure egli era stato invitato formalmente a fare ?

 D’altra parte, quando il dr. Lotito, nella sua intervista, quanto alla rateizzazione con l’Agenzia delle Entrate del suddetto debito erariale della Lazio, sostiene di essere “stato il primo degli ultimi e l’ultimo dei primi “ fa una affermazione inesatta.

Omette, infatti, di dire che, in realtà, il procedimento per la rateizzazione in parola fu avviato e promosso dalla precedente gestione (Baraldi) ed omette di precisare che esso si è concluso non con una transazione, che avrebbe dovuto comportare una consistente  falcidia delle somme dovute al fisco, bensì, per l’appunto, con una mera dilazione di quanto dovuto in capitale, interessi e sanzioni, fino al saldo finale .

Peraltro, il suddetto debito si sarebbe potuto estinguere se, all’epoca, il dr. Lotito avesse messo a disposizione della Lazio la necessaria liquidità, grazie al condono fiscale ( utilizzato, per esempio, dalla AS Roma spa) mediante il versamento di una somma pari a circa la metà del debito stesso .

 

                                                        ……continua……

 

L’incarico federale del dr.Lotito

 

Il dr. Lotito  sottolinea che “ siede nel Comitato di Presidenza Federale e che riceve “ la solidarietà di alcuni” dei suoi colleghi, cioè fa parte, in una posizione apicale, di quel “sistema protetto”(da CHI e per CHI  n.d.r.?) che “agli altri” (a CHI n.d.r.?) non interessa cambiare “ e in cui sempre “gli altri stanno zitti perché sono tutti collusi (con CHI e per QUALI MOTIVI o SCOPI n.d.r.?)  “

Non dice,però che egli,intanto può “sedere”in quel consesso e far parte di quel “sistema”,in quanto l’attuale art.22 bis delle NOIF ( Norme Organizzative Interne Federali) non contempla espressamente e specificamente le condanne, anche non definitive, per i reati di aggiotaggio manipolativo ed informativo, quali cause di sospensione cautelare, in attesa del giudizio definitivo, da cariche federali .

 I reati societari e finanziari contemplati dal citato art. 22 bis  risalgono, in effetti, al Codice Civile del 1942, non essendo stati sorprendentemente effettuati dalla FIGC, nel frattempo, gli opportuni -necessari- adeguamenti all’evolversi della nuova disciplina del diritto societario , in particolare a quanto previsto per le società quotate dal T.U.F. ( Testo Unico in materia di intermediazione Finanziaria ).

Il dr. Lotito, infatti, con sentenza n. 2949 del 3 marzo/15 luglio 2009, del Tribunale di Milano,Sez. II penale, è stato condannato a due anni di reclusione, a € 65.000 di multa, nonché all’interdizione dai pubblici uffici e dagli uffici direttivi di persone giuridiche per la durata di un anno, per i reati ,per l’appunto,di aggiotaggio manipolativo ed informativo del mercato finanziario per aver violato ,nel giugno 2005, l’obbligo di OPA(Offerta Pubblica di Acquisto) agli altri azionisti, avendo occultato, a quella data, il superamento della soglia del 30 % di controllo del capitale sociale, superamento che comporta l’obbligo della suddetta OPA, mediante l’interposizione fittizia di altra persona ( Arch. Roberto Mezzaroma) nell’acquisto di un pacchetto azionario (circa il 14,61 % )  della Lazio.

Va sottolineato, per assoluta correttezza e completezza di informazione, che, come detto, trattasi di sentenza di primo grado, quindi non definitiva e che, secondo l’art. 27, 2° comma, della Costituzione, nessuno può essere considerato colpevole sino alla condanna definitiva.

Ma, indipendentemente da quanto deciso e che verrà definitivamente deciso in sede penale, il dr. Lotito non dice , e quasi nessun altro, stranamente, dice, che il Consiglio di Stato, Sez. VI, con sentenza dell’1/17 dicembre 2009, ha sancito, in via definitiva ,in sede amministrativa giurisdizionale, che, quantomeno il 30 giugno 2005, tra lo stesso Lotito ,anche per il tramite di Lazio Events srl, ed il sunnominato Mezzaroma, è stato stipulato un patto parasociale occulto per l’acquisto concertato di azioni della SS Lazio spa “ diretto proprio ad aggirare l’obbligo di promuovere l’OPA, che sarebbe scattata a seguito dell’acquisto diretto da parte di Lotito e che prevedeva appunto l’acquisto delle azioni da parte di Mezzaroma nell’ambito di una complessa operazione in cui la somma per l’acquisto proveniva dal Lotito, anche se formalmente imputata al contratto preliminare di compravendita di quote di altra società”.

Recita, altresì, la richiamata sentenza che il patto parasociale occulto ha consentito al dr. Lotito di  “ programmare in un tempo diverso e soprattutto ad un prezzo diverso – € 0,40 per azione nel dicembre 2006 a fronte di € 0,74,29 per azione se l’offerta fosse stata correttamente promossa nel giugno 2005)” l’Opa.  

La qualcosa ha comportato un danno, in termini di lucro cessante ( perdita di occasione di guadagno) per i possessori di azioni della Lazio nel giugno 2005, valutabile complessivamente in oltre circa € 10 mln, senza contare gli interessi legali ed il risarcimento per l’eventuale maggior danno da svalutazione monetaria ( altro che i costi delle penne e delle matite della FIGC che, come sembra, al dr. Lotito stanno particolarmente a cuore !)

A questi eventi giudiziari vanno aggiunti : la condanna, in sede di giustizia sportiva, ad un periodo di interdizione  dalla carica  per violazione dell’obbligo di probità sportiva; l’esclusione della Lazio dalla competizione UEFA; la condanna della stessa ad una penalizzazione di punti in classifica.

Il tutto a seguito delle note vicende comunemente conosciute sotto il nome di “Calciopoli”.

Violazioni, non soltanto rilevanti nell’ambito sportivo ma rilevanti anche sotto il profilo del  rispetto dei doveri e degli obblighi incombenti agli amministratori della Società e delle conseguenti responsabilità, tenuto conto che l’art. 3 del vigente Statuto della Lazio prevede, tra l’altro, che le attività di cui all’oggetto sociale devono essere esercitate “  con l’osservanza delle norme direttive della Federazione Italiana Gioco Calcio e dei suoi organi “,vale a dire con l’osservanza delle norme di quel “sistema” che l’azionista di riferimento e Presidente del Consiglio di Gestione della Società ritiene “ che non funziona”, che Lui “ combatte”, che “ è al collasso” ed in cui “ la gente si mette d’accordo (con CHI e per CHE COSA n.d.r.)”.

Un quadro che, complessivamente considerato, non avalla, ad avviso degli scriventi, la missione di “bonifica del sistema” che il dr. Lotito si autoattribuisce nelle interviste e che “agli altri ( a CHI n.d.r.?) non interessa cambiare

 

Conclusioni

Ma, in conclusione, crediamo e speriamo che lo stesso dr.Lotito, tra “quelli che mistificano, che non sanno, che non studiano, che non conoscono, che sono obsoleti”,”che sono collusi”,”che fanno sciacallaggio elettorale”   voglia perdonare anche i poveri estensori di queste note che, d’altro canto, non sono sicuramente annoverabili tra coloro ai quali sono state tagliate “ agevolazioni” ,”biglietti gratuiti” e che, invece, hanno, forse, avuto ed hanno il torto di aver sempre pagato,per lungo tempo, biglietti ed abbonamenti, di non aver mai ricevuto “agevolazioni” di sorta e, da ultimo, ma non per importanza, di aver investito nella Lazio, non certo per fini speculativi, bensì per Amore, somme non irrilevanti e non  insignificanti, almeno per i sottoscritti, così come hanno fatto tanti altri che, sempre per Amore, hanno affrontato sacrifici e che, fosse solo per questo,meriterebbero, almeno, un po’ di Rispetto e di Verità .

Roma 23  febbraio 2010

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