Tra imprese “familiari” e apertura al mercato.
Mercati finanziari: quotazione di una società per azioni
La diffusione della notizia di una quotazione della S.S.Lazio spa sul mercato finanziario tecnologico della Borsa di New York NASDAQ ha suscitato molta curiosità nei soci di Federsupporter, tifosi e piccoli azionisti della Società, anche a seguito delle molteplici affermazioni sui media locali e nazionali. Si rendono, quindi, necessarie alcune puntualizzazioni di natura tecnico-giuridica sulla materia.
Le società che si quotano in mercati regolamentati fanno ricorso al mercato del capitale di rischio e perciò sono dette “società aperte”, in quanto si rivolgono alla massa generalizzata di risparmiatori /investitori.
Il capitale sociale, che va distinto dal patrimonio sociale, poiché non varia nel tempo in conseguenza delle vicende economiche della società; è una entità rigida che, per essere modificata richiede una deliberazione assembleare.
Funzione primaria del capitale sociale è quella di esprimere, in termini monetari, l’entità minima della garanzia offerta ai creditori della società.
Il capitale sociale per legge deve tendere a coincidere con il valore del patrimonio sociale che è formato oltreché dai conferimenti dei soci, dagli utili realizzati da conferimenti in natura da beni mobili ed immobili della società.
Ne consegue che una società con un capitale inadeguato rispetto al patrimonio e con un rapporto sfavorevole tra patrimonio netto e indebitamento, in mancanza di aumenti di capitale deve ricorrere, per finanziarsi, al capitale di debito.
Per una migliore comprensione, si riportano i dati evidenziati nel bilancio consolidato della S S Lazio spa al 30.06.2025, così come approvati dall’assemblea dei soci il 28.10.2025 ( cfr. pag.181):
| Capitale sociale | n.az. 67.738.911 | Ctv. €. 40.643.347 |
| Riserva legale | 8.128.669 | |
| Altre riserve | – (28.002.221) | |
| Perdite portate a nuovo | -(20.437.516) | |
| Perdite di gestione | -(17.164.480) | |
| Patrimonio Netto | – ( 16.832.201) | |
| Indebitamento totale | 314.494.786 |
In questa eventualità creditori economicamente forti , come ad esempio le banche, richiedono, solitamente, garanzie reali e personali ad uno o più soci , soprattutto al socio di maggioranza e di comando.
A titolo esemplificativo una ipotetica ricapitalizzazione di € 300 mln dovrebbe essere sottoscritta dall’attuale azionista di maggioranza (67,03%) per € 201 mln .
Peraltro il rapporto sopra richiamato tra Patrimonio Netto ed Indebitamento è il più realistico indicatore della situazione economico-finanziaria di una società.
Indice che però è stato improvvidamente eliminato dalla FIGC per valutare la suddetta situazione delle società di calcio, in specie per quelle maggiormente indebitate.
Ciò premesso bisogna tenere presente che la valorizzazione del prezzo delle azioni di una società va a diretto vantaggio degli azionisti e solo indirettamente può andare a vantaggio della società stessa in particolare diventando più interessante per potenziali investitori e sponsor.
Per ottenere un maggior afflusso di risorse la società deve ricorrere quoindi ad aumenti di captale sui quali ai vecchi azionisti spetta, in proporzione al numero delle azioni possedute, il diritto di opzione, cioè le posso o acquistare “prima di tutti” gli altri richiedenti le azioni.
In altre parole le azioni di nuova emissione vanno offerte prima agli azionisti attuali ( opzione) o direttamente o per il tramite di banche o società finanziarie sottoposte al diretto controllo della CONSOB o di altri soggetti autorizzati al collocamento di strumenti finanziari, quali appunto le azioni.
Diritto di opzione che per le società quotate scade trascorsi 15 gg dalla data del deposito presso l’Ufficio del Registro delle Imprese.
Scaduto tale termine senza che il diritto di opzione sia stato esercitato dai “vecchi” azionisti, le azioni rimaste inoptate possono essere acquistate da nuovi investitori/azionisti.
In questo modo viene protetto l’interesse degli attuali azionisti a conservare inalterata la loro quota di partecipazione al capitale sociale, cosicchè l’aumwnto di capitale non alteri la misura della loro partecipazione proporzionale al voto e quindi la loro influenza .
E’ evidente dunque sulla base di tutto quanto precede che un reale effettivo rafforzamento economico-patrimoniale di una società quotata , sia sulla Borsa italiana sia su altre Borse internazionali, richiede aumenti di capitale.
Aumenti che se sottoscritti dai vecchi azionisti o qualora questi ultimi non vogliono o non possono partecipare in proporzione alle azioni già possedute all’aumento da nuovi azionisti.
In questa eventualità i vecchi azionisti vedrebbero diluita o addirittura annullata la misura della loro partecipazione al voto nelle assemblee, circostanza che potrebbe comportare per l’azionista di maggioranza la perdita di quest’ultima.
S.S.Lazio spa
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La S.S. Lazio spa nel panorama calcistico nazionale sembra volendo proporre un noto adagio popolare come una Società che “nessuno la vuole e nessuna la piglia”.
In questi gironi è stata diffusa la notizia di una offerta da parte della Tether Investments S.S.( socio di minoranza della Juventus con l’ 11,5%), la maggiore società al mondo di cripto valute , per l’acquisizione del controllo della Juventus per 1 miliardo di euro.
L’offerta è stata rifiutata in un Comunicato Ufficiale del Consiglio di Amministrazione della EXOR, azionista di controllo della Juventus con il 65,4 %,, forse anche perché ritenuta inadeguata tenendo presente che l’intero pacchetto azionario della Juventus al prezzo delle sue azioni quotate al 19.12.2025 è di €1.171.865.528, pari a € 2,81 p.a.
Una offerta che è in linea di continuità con il passaggio avvenuto in questi ultimi tempi del controllo della maggior parte dei club italiani in mano di Fondi di investimento esteri e di grandi corporate.
Un fenomeno che ha riguardato non solo società con notevoli bacini di utenza e con grande apple sportivo, ma anche società di minori dimensioni sportive e sociali.
La S.S.Lazio è rimasta sinora esclusa da tale diffuso e generalizzato fenomeno finanziario. Esclusione che indubbiamente suscita perplessità.
La Società, infatti da un punta di vista di un eventuale investitore presenta un interessante rapporto costi/benefici anche perché l’intero pacchetto azionario della Lazio al prezzo attuale delle azioni è stimabile in circa € 82 milioni ( quotazione di€ 1,20 p.az.).
La S.S.Lazio, come la Juventus avendo un socio di maggioranza non è scalabile e controllabile contro la volontà di detto socio.
L’eventuale investitore interessato ad acquisir il controllo avrebbe due strade per tentare di farlo: l’una rappresentata da una Proposta pubblica di acquisto (OPA) della maggioranza delle azioni e l’altra rappresentata dalla formale presentazione di una Manifestazione di interesse all’acquisizione.
In entrambi i casi, sia la Proposta, sia la Manifestazione di interesse se presentate contro la volontà dell’attuale socio di maggioranza si definiscono ostili.
Può chiedersi allora quale sarebbe la convenienza alla suddetta presentazione.
Convenienza che potrebbe consistere nell’obbligo di pubblicità di proposte del genere.
A parte l’OPA infatti anche una mera formale manifestazione di interesse , ai sensi dall’art. 114 T.U.F. deve essere comunicata al pubblico, rappresentando , ai sensi dell’art. 181 T.U.F. una informazione privilegiata. Vale a dire che se resa pubblica potrebbe influire in modo sensibile sul prezzo delle azioni delle società oggetto della manifestazione di interesse.
Laddove in specie se la Manifestazione di interesse provenisse da un investitore di cospicua forza economica e che si impegnasse ad effettuare cospicui investimenti per il rafforzamento della società, metterebbe in seria difficoltà il socio di maggioranza ove respingesse tale manifestazione.
Ciò in quanto una società di calcio non è equiparabile a qualsiasi altra società di capitale con fini di lucro, poiché, avendo un elevato valore sociale, risponde non solo ad egoistici interessi personali di chi ne detiene il controllo, bensì ad interessi collettivi di milioni di tifosi, i quali ne sono, direttamente ed indirettamente, i principali finanziatori.
Ciò detto, rimane molto difficile comprendere le ragioni per cui la S.S.Lazio, rara avis, sia rimasta sinora esente da qualsiasi formale manifestazione di interesse all’acquisizione del suo controllo, sia pur tenuto conto della più volte dichiarata volontà del suo attuale azionista di maggioranza di non voler cedere tale controllo, a meno che non si voglia prendere in considerazione che qualche eventuale investitore interessato intenda manifestarsi solo nella speranza di un qualche deterioramento della situazione economica-finanziaria e dell’andamento sportivo della Società, così contando di poterne acquisire il controllo al costo più basso ed alle condizioni più vantaggiose.
Per concludere allo stato attuale delle cose occorre però che auspici, speranze,esortazioni dei tifosi a favore di un cambiamento del controllo della Società siano scrupolosamente distinti dalla diffusione di notizie, informazioni voci false io fuorvianti sugli assetti societari potendo tale diffusione configurare, ai sensi del T.U.F. ipotesi di reato o di illecito amministrativo sub specie di manipolazione informativa del mercato finanziario.
Dr. Alfredo Parisi
Avv.Massimo RossettiMercati finanziari: quotazione di una società per azioni










