Convegno “Scommettere sul futuro” –10.06.2026

Si è tenuto a Roma, presso la Sala Conferenze dell’Associazione Stampa Estera in Italia, il 10 giugno scorso, il previsto Convegno organizzato dal Forum delle Associazioni Familiari.

Tutti gli interventi dei partecipanti sono stati incentrati su una antitesi politica che vede sul terreno delle scommesse una assurda dicotomia:“Famiglia/Stato”espressione di un contrasto, altrettanto drammatico:“la dignità e la sicurezza delle Famiglie contro le entrate (fiscali) dello Stato”.Non a caso di questo “gioco” si occupa il MEF!

Questa impostazione è stata enfatizzata e stigmatizzata  da tutti i coordinatori del Convegno (il Presidente Adriano Bordignon ed il moderatore della Tavola Rotonda Paolo Holdneider) e, soprattutto, dal Cardinale Zuppi che, con particolare riferimento all’enciclica papale  Magnifica Humanitas, ha richiamato la necessità di  fare rete tra tutti gli operatori, associazioni, persone fisiche, mondo politico, Istituzioni, una rete di relazioni che può affrancare dalla dipendenza e intervenire nella cura di questo disagio sociale che trascina in una spirale senza soluzione milioni non tanto di persone quanto di famiglie.

L’effetto di trascinamento del “gioco” (che tale comunque non può essere più chiamato) della singola persona sull’intero nucleo familiare è il dramma sociale più rilevante e colpisce le fasce più deboli, in particolare gli anziani.

La testimonianza di due persone uscite dal “tunnel” dell’azzardo alConvegno è stata drammatica e significativa ed ha messo in evidenza l’effetto, certamente non secondario, dell’usura e dell’intervento strisciante della mafia, come sottolineato da Toni Mira di Avvenire.

Purtroppo, deludente è stata la Tavola Rotonda con i rappresentanti del mondo parlamentare. Particolarmente importante l’intervento dell’On.le Vaccari che ha denunciato l’utilizzo della pubblicità dei siti di scommesse nel mondo del calcio, citando l’esempio di un Club di Serie A di calcio che espone sulle proprie maglie il logo di una società di scommesse internazionale ritenuta anche dall’AGCOM illegale.

Appare dunque doveroso sollecitare un intervento legislativo in materiapoiché emerge una evidente contraddizione tra i valori dello sport – etica erispetto – e la promozione dell’azzardo quale finalità delle scommesse.

La considerazione formulata dall’On.Lucaselli che “l’ordinamento sportivo è un ordinamento a sé stante” avrebbe meritato un approfondimento maggiore proprio in funzione delle forme di patologiaindotta dalla pubblicità nello sport, spesso purtroppo, subliminale che trova facile presa nei giovani.

Inrelazione a tali criticità, mi sono permesso, anche a nome di MOICA, presente al Convegno con la Vice Presidente Nazionale Concetta Fusco, con la quale seguiamo da vicino lo sport giovanile e le sue devianze (bullismo, disuguaglianza etc), di suggerire di inserire nella lettera da inviare alle Istituzioni quale destinatario anche il Ministro dello Sport e dei Giovani, richiamando in particolareil punto 3della lettera. Suggerimento, peraltro, accolto subito dal Presidente Bordignon.

Tema centrale emerso dal convegno è il rischio della “normalizzazione” del gioco d’azzardo(che tutto può essere tranne che un gioco). Infatti, dopo denunce, interventi, richiami e sollecitazioni alle Istituzioni non c’è stato alcun concreto seguito, così che il “gioco” assume quasi naturalmente le vesti di un “fatto normale”.

Di fronte al tunnel della dipendenza patologica dalle scommesse, come dichiarato da chi ha drammaticamente vissuto certe esperienze, c’è solo un vero e concreto AIUTO: l’intervento di tutte le componenti sociali disposte a costruire una rete di protezione capace di sottrarre questa dipendenza anche dai devastanti effetti dell’usura e del sistema mafioso in tutte le sue componenti che vivono e si sviluppano grazie allo sfruttamento di questa patologia.

Su queste basi il ruolo dei Comuni e delle Regioni nelle loro prerogative è determinante, così come fondamentale è il ruolo della comunicazione a tutti i livelli, in attesa di più significativi interventi legislativi.

La Lettera che verrà trasmessa ai vertici di tutte le Istituzioni dovrà rappresentare un’opportunità per rendere concreto quel principio di rete che, come sottolineato da Don Zappolini, deve “Mettere in gioco” tutti.

Concludo con un suggerimento che mi permetto fare al Forum delle Associazioni Familiari seguendo proprio le 8 proposte contenute nella lettera, viste le molteplici angolazioni dalle quali si analizza questa tragica anomalia sociale.

Non sarebbe utile istituire gruppi di lavoro dedicati a ciascun tema, capaci di elaborare, oltre a documenti di sintesi delle diverse realtà, anche analisi giuridiche, economiche e sociali, fino alla formulazione di proposte concrete?

Ancora complimenti a tutti gli organizzatori ed agli intervenuti.

Alfredo Parisi

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