E’ stata pubblicata dal quotidiano “La Repubblica” la registrazione di una deposizione del Presidente della Lazio quale persona informata sui fatti, nell’ambito di una indagine della Procura  della Repubblica presso il Tribunale di Roma.

Ciò premesso, occorre precisare quanto segue.

Suscita,innanzitutto, perplessità che la deposizione di una persona informata sui fatti nell’ambito di una indagine penale sia stata registrata e pubblicata, con grave violazione del riserbo istruttorio e della privacy.

Suscitano poi, ancor più. perplessità e sconcerto alcune dichiarazioni dello stesso Presidente .

 Dichiarazioni, peraltro, risalenti nel tempo e assolutamente ripetitive,  che non fanno altro che reiterare, pedissequamente, affermazioni circa l’asserita criminalità delle tifoserie organizzate della Lazio e,  estensivamente, della stragrande maggiorana dei suoi tifosi.

Questi ultimi più in particolare ritenuti asseritamente agli ordini ed esecutori di un gruppo di soggetti criminali . Quasi che decine di migliaia di persone, non aderenti ad alcun gruppo organizzato, abbiano agito  ed agiscano letteralmente in esecuzione di ordini di tale gruppo, che avrebbe  agito e agirebbe per impedire la partecipazione dei tifosi alle gare casalinghe della Lazio, non già per protesta contro la gestione societaria, bensì per il perseguimento di illeciti interessi economici della tifoseria organizzata.

Interessi correlati allo spaccio di sostanze stupefacenti  ed alla prostituzione.

Secondo la tesi del Presidente della Lazio la protesta dei tifosi avrebbe l’unico fine di costringere i tifosi stessi ad assistere alle partite casalinghe nei locali gestiti dalla stessa  tifoseria organizzata, ove si svolgerebbero quelle attività criminali.

Non solo, ma lo stesso Presidente ha dichiarato di aver assunto prova di tale attività mediante l’installazione di microcamere nei locali in questione e anche nei bagni  dello Stadio Olimpico.

Cosa che, se confermata, costituirebbe una notizia criminis, in quanto la videosorveglianza  e le intercettazioni audiovisive non possono essere effettuate ad insaputa dei sorvegliati e senza il loro  previo consenso scritto, a meno che la videosorveglianza e le intercettazioni non siano autorizzate dall’Autorità Giudiziaria.

Si pensi, a questo proposito, che anche relativamente all’installazione ed al funzionamento di apparati di videosorveglianza nei condomini deve essere esposto un espresso avviso al pubblico della loro installazione e funzionamento.

Nelle sue dichiarazioni il Presidente ha anche affermato che egli svolge  sui tifosi della Lazio quella che ha definito “una attività prostatica fissa”.

Una espressione immaginifica e suggestiva che richiama il controllo sanitario, onde sottolineare l’ipocondriaco controllo cui egli sottopone la tifoseria della Lazio. Quest’ultima che egli si vanta di aver “bonificato” e di voler “bonificare” come se si trattasse di una “societas sceleris”.

Alla luce di tutto quanto precede è, quindi, opportuno trascrivere di seguito, anche in questa occasione, alcuni illuminati brani tratti dalla sentenza 8/5- 9/7 2026 della Corte di Appello di Roma,Sez. II Penale.

“ Il Tribunale ha ritenuto irrilevante la circostanza che alcune delle condotte contestate non si fossero concretizzate in vere e proprie intimidazioni in senso tecnico ( esposizione di striscioni e di manifesti offensivi  e denigratori, ma non esplicitamente minacciosi, cori ostili, attacchi attraverso emittenti radiofoniche). Infatti, tali manifestazioni di disprezzo e delegittimazione dovrebbero essere collocate all’interno di un disegno estorsivo più ampio nel quale ogni azione avrebbe avuto un peso specifico nel contesto di una progressione reiterata e strumentale finalizzata all’indebita acquisizione dei vantaggi economici prima descritti…. Il Collegio non condivide una tale impostazione…. Orbene, reputa il Collegio nel caso  che  occupa non sia stato oltrepassato il confine esistente tra libera manifestazione i un sentimento di contrarietà alla figura del Lotito e condotta attuata con modalità tali da forzare la controparte a scelte in qualche modo obbligate…. Il Lotito in altri termini, si trova nella condizione di subire attacchi e pressioni che appaiono alla Corte connaturati al ruolo  da lui ricoperto. Insomma, non può stupire nel contesto peculiare di una società di calcio professionistica, seguita da migliaia di supporter, che una parte della tifoseria organizzata possa attuare forme di protesta finalizzate ad indurr un presidente di società a lasciare l’incarico ed a cedere la propria partecipazione azionaria. Pare potersi serenamente sostenere che sia nel diritto dei tifosi esporre striscioni di protesta e rivolgere critiche, anche pesanti, a chi ricopre incarichi dirigenziali ….. Insomma si trattò di accese e potenti manifestazioni di dissenso che, tuttavia, non integrano gli estremi del tentativo di estorsione… Dunque il fatto non sussite”.

Le dichiarazioni del Presidente della Lazio, inoltre, fanno a pugni con la volontà manifestata dal Direttore Sportivo della Lazio, Fabiani, di pervenire ad una tregua dei tifosi.

Per finire, resta da dire che sussistono i presupposti giuridici per una denuncia di calunnia o per una querela per diffamazione da parte dei componenti della tifoseria organizzata, nonché da parte dei proprietari e gestori dei locali chiamati in causa e financo di semplici tifosi, ritenuti esecutori  di  condotte ordinate da un gruppo  avente come fine il perseguimento di attività illecite.

Avv.Massimo Rossetti

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