Quanto sopra, purchè, tuttavia, tale realizzazione avvenga nel pieno rispetto delle norme, anche di rango costituzionale ( artt. 9, 42 e 44 Costituzione), poste a tutela di primari e prevalenti diritti e interessi pubblici, ivi compresi quelli relativi alla tutela della salute, dell’incolumità e della sicurezza dei cittadini ( art. 32 Costituzione).
In particolare, per quanto riguarda la tutela dei vincoli di carattere paesaggistico- ambientale, secondo consolidata giurisprudenza della Corte Costituzionale, trattasi di una categoria di vincoli originalmente di interesse pubblico, ricadenti a pieno titolo nella sfera dell’art. 42, II comma, della Costituzione.
Sono, cioè, vincoli in cui rientrano anche quelli idrogeologici, collegati a qualità intrinseche dei beni cui ineriscono, esistenti ab origine nei medesimi; tanto è vero che essi, a differenza di altri vincoli, non sono indennizzabili.
L’esistenza, la permanenza, l’eventuale modificabilità di tali vincoli, perciò, non possono mai essere frutto di discrezionali valutazioni politico-amministrative, bensì di rigorose valutazioni tecnico- scientifiche di Autorità, per l’appunto tecnico- scientifiche, a ciò preposte.
Ne consegue che provvedimenti aventi forza di legge e/o amministrativi non possono che vincolativamente conformarsi alle suddette valutazioni.
Non si vorrebbe, dunque, che, con l’obiettivo o, forse, per meglio dire, con il pretesto di agevolare la costruzione di nuovi impianti sportivi, si voglia in realtà, da parte di qualcuno perseguire surrettiziamente l’obiettivo di realizzare imponenti insediamenti residenziali e commerciali, in aree non consentite per l’esistenza dei suddetti vincoli, di cui tali impianti costituirebbero un mero e secondario accessorio e non viceversa,
Peraltro, come ben evidenziato nelle note allegate, l’esperienza dimostra, come nel caso della Juventus, che nuovi,moderni stadi si possono realizzare anche con le norme attualmente vigenti e nel rispetto di vincoli paesaggistico- ambientali.
Non si capisce, quindi, perché quello che è stato possibile realizzare a Torino non lo possa essere a Roma e in atre città.
Circa, poi, il fatto che la costruzione di nuovi stadi, invece, per esempio, della ben più agevole e meno costosa ristrutturazione e modernizzazione di impianti già esistenti che, oltretutto, in alcuni casi, vedasi lo Stadio Flaminio per i sostenitori della Lazio, incontrerebbero maggior favore e gradimento da parte dei tifosi, possa rappresentare la panacea di tutti i problemi economico-finanziari delle società di calcio, è necessario essere molto cauti e prudenti anche alla luce di quanto riportato in proposito nelle note allegate.
Tutto ciò premesso e considerato, nel mentre ci sentiamo rassicurati dalle Sue dichiarazioni per le quali Le esprimiamo vivo apprezzamento, rimaniamo a Sua disposizione per ogni eventuale ulteriore chiarimento e precisazione, auspicando che ci possa essere data l’opportunità di illustrarLe direttamente natura, scopi, obiettivi e attività di Federsupporter che, nel panorama dello sport italiano , si pone indubbiamente con caratteri di assoluta originalità e novità.
Con l’occasione e nel frattempo, Le porgo deferenti ossequi e distinti saluti.










