“In arrivo con lo scooter, parcheggio sotto lo sguardo minaccioso di un vigile che mi indica con la mano di mettermi in terza fila.

Poca gente, troppo freddo, troppe perquisizioni, una lunga fila che si sottopone alle perquisizioni di uno steward,  dopo l’accesso dalle gabbie per superare il primo livello di sicurezza.

Il richiamo alla mente dei corridoi di legno che nei rodei portano  gli animali nell’arena è quasi immediato.

Nel corso della perquisizione  ecco, finalmente, trovato un oggetto pericoloso: una sciarpa,  la mia vecchia sciarpa che mi ha accompagnato in mille battaglie sportive, con la scritta “……. Merda “.  Eh , NO NO  questa è sequestrata !!!! mi diceva l’addetto ai controlli.

Ma come ?  A parte il fatto che neppure ricordavo la scritta sulla sciarpa che da vecchio tifoso era con me da anni:  ma la goliardia dove la mettiamo!

Con fare brusco mi sento affermare che questa sciarpa  è un incitamento alla violenza.

Non ha letto Lei i regolamenti ?

Quindi, torni indietro, riponga la sciarpa nel motorino e si rimetta in fila per i controlli, oppure, più semplicemente, nasconda la sciarpa tra le siepi e, a fine partita,  andrà a recuperarla.

Il tutto davanti ad un ispettore della Polizia che, alzando gli occhi al cielo, sorride e conferma le disposizioni ricevute e, quindi, la legittimità dell sequestro di questo pericoloso oggetto che incita alla violenza.

Non so perché  ma consegnando questo “trofeo” mi sento derubato della mia passione, ferito nell’animo di tifoso, ma, soprattutto, poco rispettato come cittadino e come persona: e poi perché tutto questo solo allo Stadio Olimpico di Roma ?

Il tutto accadeva a pochi metri dalle bancarelle che vendevano sciarpe,variamente colorate e con scritte goliardiche che, con linguaggio esplicito, invitavano i tifosi avversari ad andare in “quel posto”  o con l’esaltante urlo “ ve rompemo”!!

Questa la breve cronaca.  Il giorno seguente  ho fatto un’altra domanda: perché nessuno fa niente e tutti accettiamo di essere trattati in questo modo ? “

A questa domanda Federsupporter ha fornito una risposta tanto semplice quanto demoralizzante.

E’ colpa degli stessi tifosi ;  la stragrande maggioranza di questi  subisce passivamente i comportamenti irresponsabili di alcuni.

Del resto la parola “ tifosi” comprende un aggregato di individui che non si ritrovano  uniti nella difesa dei propri diritti, come da tempo ribadisce Federsupporter, invitando tutti ad associarsi, così da costituire una forza sociale e politica capace di  far sentire la propria voce presso tutti i soggetti che decidono regole e comportamenti senza coinvolgere, in alcun modo, la principale componente del mondo del calcio e dello sport in genere : i tifosi.  

Ma, la colpa è,  soprattutto, dell’indifferenza dei club nel porre in essere iniziative, non solo a parole, ma, nel concreto, dirette a tutelare  tutti coloro che si vogliono recare alla stadio.

Club che, nascondendosi dietro provvedimenti assunti in nome della sicurezza, non fanno altro che violare i più elementari diritti della persona.

Quei club per i  quali, evidentemente, la passione dei tifosi rappresenta  quasi un fastidio in un mondo dove conta solo il business portato dalle televisioni.

Che delusione !

 Alfredo Parisi

 

Copyright © 2014 by FederSupporter