“Tor di Valle vs Flaminio: rischi ed opportunità”.
Dal Convegno di Federsupporter una testimonianza, una proposta ed un messaggio nel segno della legalità, della cultura e dell’impegno sociale.
Si è tenuto ieri, 28 marzo, in Roma, presso l’Auditorium del MAXXI ( Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo), l’annunciato Convegno di Federsupproter “Impianti sportivi. Tor di Valle vs Flaminio: rischi ed opportunità”. con il Patrocinio del Municipio II di Roma Capitale ed in collaborazione con “ Roma Produttiva”, Associazione rappresentativa del mondo della cultura produttiva, artigianale e commerciale della piccola impresa di Roma.
L’Auditorium, contenente circa 200 persone, ha visto un importante afflusso di pubblico che ha seguito con attenzione ed interesse i lavori del Convegno, durati dalle ore 9,30 circa fino alle ore 13,30 circa.
Il Convegno è stato aperto dai saluti di benvenuto della Presidente del Municipio II, D.ssa Francesca Del Bello e dall’introduzione del moderatore, Dr. Fabio Cortese, giornalista e Consigliere dello stesso Municipio.
Di particolare rilievo e significato è stato l’intervento dell’On.le Roberto Morassut, il quale, sia nella veste di parlamentare sia in quella di ex Assessore all’Urbanistica della Giunta Veltroni, oltre ad aver ricordato l’offerta fatta, sin da allora, all’azionista di maggioranza e Presidente del Consiglio di gestione della SS Lazio di ammodernamento e trasformazione dello Stadio Flaminio in quello della stessa Lazio e della omonima Polisportiva, offerta allora ed oggi sempre respinta, ha sottolineato la priorità di tale ammodernamento.
Priorità, peraltro, espressamente prevista dalla così detta “ Legge sugli stadi” e che, quindi, riguarda non soltanto lo Stadio Flaminio ma anche lo Stadio Olimpico, così come qualsiasi altro impianto sportivo già esistente: impianti che non possono rimanere abbandonati a se stessi.
Nel corso dello svolgimento delle Relazioni vi è stato anche un intervento telefonico da Urbino, ove si trovava per impegni professionali, del Prof. Vittorio Sgarbi che, nel ribadire la propria contrarietà ad iniziative che, con il pretesto della realizzazione di nuovi impianti sportivi, mirano, in realtà, a dar vita a colossali speculazioni edilizie, si è soffermato sulla necessità di recuperare lo Stadio Flaminio alle sue finalità e funzionalità ed al suo splendore originari.
Stadio che rappresenta, non solo un impianto sportivo, bensì un’opera di alto valore culturale, architettonico ed artistico e che come tale va tutelata.
Ciò premesso, la prima Relazione è stata svolta dal Presidente di Federsupporter, Dr. Alfredo Parisi, il quale, anche mediante la proiezione di numerose e chiare slide, ha effettuato una carrellata storica, dal 2005 ad oggi, di tutta una serie di dichiarazioni e di annunci concernenti lo Stadio Flaminio; dichiarazioni ed annunci rimasti tutti, finora, senza alcun seguito pratico.
Ha, poi, illustrato, per grandi linee, la proposta “ Aiutiamoci a realizzare un sogno” avanzata da Federsupporter sin dal settembre 2016, sottoponendola all’attenzione sia della Commissione Sport del Comune di Roma, sia all’Assessore allo Sport, Dr. Daniele Frongia, dello stesso Comune, sia al Presidente del CONI, Dr. Giovanni Malagò, sia agli Eredi Nervi.
Proposta che si articola essenzialmente: nella costituzione di un Comitato Promotore composto da personalità con eminenti requisiti professionali in varie materie; nella costituzione di una Società Cooperativa tra tifosi ed anche tra cittadini non tifosi, ciascuno acquirente e proprietario di un limitato numero di quote, dimodochè nessuno possa detenere il controllo della Società, basata sul principio “ una testa un voto”, indipendentemente dal numero di quote possedute.
La Società così costituita stipulerebbe, a propria volta, un accordo di concessione dello Stadio con il Comune di durata almeno novantennale e stipulerebbe una joint venture con uno o più imprenditori interessati all’ammodernamento del Flaminio.
Stadio che, così ammodernato, verrebbe dato in uso alla SS Lazio e/o alla omonima Polisportiva e/o ad altre Associazioni sportive interessate al suo utilizzo, con possibilità di utilizzo anche da parte di tutta la cittadinanza che voglia praticare gli sport, nonché partecipare ad eventi ludici e di intrattenimento sociale, culturale ed artistico.
E’ seguita la relazione dell’Avv. Prof. Enrico Lubrano, Docente di Diritto Sportivo presso l’Università LUISS-Guido Carli di Roma, il quale ha effettuato una panoramica sui contenuti e sugli scopi della normativa, riguardante l’impiantistica sportiva, di cui alla legge n. 147/2013.
In particolare, l’Avv. Prof. Lubrano ha specificato che sia la lettera sia lo scopo della suddetta normativa rendono palese che l’impianto sportivo deve essere il focus di ogni progetto, essendo le altre opere, pure consentite dalla legge, una parte, comunque, che mai può e deve essere preponderante rispetto all’impianto sportivo.
In altri termini, con un efficace esempio, l’Avv. Prof. Lubrano ha paragonato il rapporto che deve sussistere tra uno stadio e tutto quello ad esso annesso e connesso, ferma restando l’espressa esclusione di edifici residenziali, con il rapporto che deve sussistere tra una abitazione ed una relativa pertinenza, quale un box per autorimessa.
Egli, inoltre, ha puntualizzato che la costruzione di nuovi stadi è subordinata alla previa verifica dell’impossibilità di ammodernare impianti già esistenti e, in via ancora più subordinata, dell’impossibilità di costruire nuovi stadi in aree già edificate, dovendo l’Amministrazione pubblica preposta al rilascio delle necessarie autorizzazioni adeguatamente e congruamente motivare tale eventuale impossibilità.
E’ seguita la Relazione dell’Avv. Massimo Rossetti, Consigliere, Responsabile dell’Area Giuridico-Legale di Federsuppoorter, il quale, avendo partecipato alle riunioni della Conferenza di servizi decisoria relativa al Progetto Tor di Valle, ha potuto portare all’attenzione ed all’esame dei presenti tutta una serie di numerose e rilevanti criticità del Progetto stesso emerse nel corso della predetta Conferenza.
Quest’ultima che, in pratica, avendo chiuso i propri lavori il 3 marzo scorso, con l’acquisizione di dissensi motivati sul Progetto da parte sia del Rappresentante unico di Roma Capitale, sia del Rappresentante unico della Regione Lazio, considerata la posizione prevalente di tali dissensi, nonché la pressoché impossibilità di conformarsi alle condizioni da essi poste perché i dissensi possano diventare assensi, dovrebbe chiudersi con una bocciatura del Progetto.
La pronuncia della Conferenza è prevista per il 5 aprile prossimo, tenuto conto che i lavori della Conferenza stessa erano rimasti sospesi per 30 giorni, su richiesta del Comune di Roma.
Nel frattempo, il Sindaco di Roma, Avv. Virginia Raggi, ha comunicato che avrebbe fatto pervenire, prima del 5 aprile, una serie di numerose e sostanziali varianti al Progetto finora esaminato dalla Conferenza.
A questo proposito, v’è da considerare, così come osservato dall’ Avv. Rossetti, che, secondo costante e consolidata giurisprudenza del Consiglio di Stato, varianti sostanziali apportate dall’ Amministrazione emanante ad un atto, indipendentemente dalla autoqualificazione data al nuovo atto dalla stessa Amministrazione, richiedono che venga posto in essere un procedimento omologo di quello seguito per l’adozione dell’atto originario modificato, dovendosi seguire una speculare e pedissequa identità di svolgimento procedimentale.
Ne consegue che, nel caso delle varianti sostanziali di cui sopra, occorrerebbe indire e svolgere una nuova Conferenza di servizi concernente il Progetto sostanzialmente modificato, non potendo l’attuale Conferenza che esprimersi sul Progetto ad essa pervenuto e finora esaminato e non su un Progetto, per l’appunto, sostanzialmente diverso e nuovo.
Sempre l’Avv. Rossetti ha ricordato che un procedimento di vincolo di interesse culturale è stato aperto il 15 febbraio scorso da parte della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Roma nell’ambito del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo ( MIBACT), sull’ippodromo di Tor di Valle.
Procedimento da concludersi entro 120 giorni dalla sua apertura , quindi ben oltre il 5 aprile prossimo, con assoluto divieto, nelle more, di qualsiasi intervento sull’ippodromo e che, ove il vincolo fosse apposto, comporterebbe l’intangibilità dello stesso ippodromo, con tutto ciò che ne deriva sulla realizzabilità del Progetto.
Esaurite le Relazioni, vi è stato l’intervento dell’Avv. Renato Siniscalchi, Vice Presidente della Lazio Nuoto della Polisportiva Lazio, il quale, oltre ad aver manifestato la disponibilità della Sezione ad utilizzare il Flaminio, ha evidenziato l’importanza del recupero di quest’ultimo soprattutto sotto il profilo dell’interesse sociale dell’intera Città.
Vi è stato anche l’intervento della D.ssa Maria Cristina Lattanzi, in rappresentanza di ITALIA NOSTRA, Sezione di Roma, la quale, avendo partecipato anch’ella alle riunioni della Conferenza di servizi relativa al Progetto di Tor di Valle, ha confermato le considerazioni già svolte dall’Avv. Rossetti, mettendo in luce come le varianti al Progetto annunciate sarebbero, in realtà, frutto delle numerose e rilevanti criticità già rilevate circa il Progetto esaminato dalla Conferenza stessa.
Si è registrato, altresì, l’intervento dell’Assessore all’Urbanistica del Municipio II, GianPaolo Giovannelli, il quale, dopo aver espresso apprezzamento per il Convegno, ha sottolineato la necessità di recupero di impianti, come lo Stadio Flaminio, peraltro collocato in un’area centrale della Città, anche al precipuo scopo di così restituire un’intera area cittadina ad una sua adeguata e normale vivibilità , evitandosi che l’abbandono e il degrado di impianti del genere possa contribuire, come già contribuisce, anche al degrado socio-culturale di un’ area più vasta.
L’Assessore Giovannelli si è, pertanto, dichiarato disponibile a sostenere fattivamente, in ogni competente e opportuna sede, la proposta di Federsupporter
In linea con il suddetto intervento si è svolto anche quello del rappresentante del Coordinamento Associazioni Lazio Mobilità Alternativa, Vittorio Sartogo, il quale ha ribadito che il recupero di cui sopra è essenziale anche ai fini dell’incremento di opportunità ed occasioni di lavoro, in particolare a beneficio delle fasce più svantaggiate .
Per finire, è intervenuto il giornalista dell’emittente televisiva Cittàceleste, Andrea Colacione, secondo il quale il restauro e l’ammodernamento dello Stadio Flaminio sarebbero un esempio virtuoso di un intervento da inserirsi in un quadro più ampio di altri interventi destinati a restituire alla Città la dignità e la sicurezza che ad essa competono, anche per tradizione e storia.
Il Convegno si è chiuso alle ore 13,30 circa con la visualizzazione da parte del Presidente di Federsupporter , Alfredo Parisi, di una slide riportante la citazione di un famoso slogan di Gandhi, “ Dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo” .
Il Convegno, cui hanno assistito numerosi esponenti degli organi di informazione, ha riportato l’unanime apprezzamento dei presenti, non solo per i temi trattati e per la loro illustrazione, ma anche per la location, nonché per l’efficacia e l’efficienza dell’organizzazione e dell’accoglienza.
UFFICIO STAMPA
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