Le considerazioni espresse dai lettori non fanno che confermare tutto ciò che Federsupporter  sta tentando di costruire : prima di tutto una mentalità che possa trovare espressione  concreta  in una organizzazione tesa a difendere i diritti  dei tifosi “normali”, supportando tutte le iniziative Istituzionali e di sistema  dirette a coltivare la cultura dello sport  e che non siano caratterizzate solo da motivazioni economiche ma che riconsegnino lo sport alla gente.

Federsupporter-  Il Presidente

“ …sono una normalissima persona di 45 anni con un lavoro normale che segue la squadra per pura passione. Sono stato in tutti  gli stadi d’Europa…… ma non faccio parte di nessun gruppo organizzato….Ci divertiamo viaggiando per stare in compagnia…… prendiamo i mezzi pubblici con i tifosi avversari, ci scambiamo saluti e sciarpe con loro e tutti insieme si va alla partita,sono molto spesso mischiato ai tifosi avversari  Con la mia maglietta…., la mia sciarpa ed il mio cappellino……In Italia tutto questo non è possibile. In Italia è terrore puro, paura di sfoggiare la propria maglietta o di esultare per i propri beniamini….. abbiamo vissuto  ( in uno stadio italiano del centro-sud , n.d.r.)  munuti da incubo circondati da pseudo tifosi (donne comprese) che ti urlano di tutto incitando giocatori e gli altri tifosi alla violenza, purtroppo le tessere del tifoso non servono a nulla, ma nulla possono contro queste masse di persone che allo stadio ci vanno solo per sfogare i propri istinti repressi……..” ( lettera firmata).

“ Ho 14 anni e come la stragrande maggioranza dei miei coetanei seguo il calcio……Volevo porre questa domanda : come mai il calcio sta separando le persone invece di unirle ? …” ( lettera firmata ).

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