1)    La Lazio sarebbe debitrice nei confronti della Coni Servizi spa di un importo pari  al 12 aprile u.s. a € 1.738.745,98, fatta salva la rateizzazione in corso ( n. 18 rate con scadenza finale al 31 gennaio 2012) di un debito pregresso di € 1.074.749,82 per l’utilizzo dello Stadio Olimpico.

2)    La Lazio sostiene di aver chiesto la rateizzazione parziale del suddetto debito di € 1.738.745,98, maturato al 12 aprile u.s., offrendo il pagamento immediato di un importo pari a € 700.000, mentre il Coni sostiene che non risulta che la Lazio abbia offerto tale somma e chiesto e proposto tale rateizzazione.
Peraltro, dalla “Relazione finanziaria semestrale consolidata al 31.12.2010” risulta :” Fra i debiti verso fornitori nazionali ( n.d.r € 12.974.000) i più significativi sono rappresentati da quelli verso il CONI (Euro 2.136 migliaia) per l’utilizzo dello stadio….. “
3)    La Lazio afferma di aver ereditato dalla precedente gestione il contratto in corso e di considerare eccessivo il canone di circa € 110.000 a partita per l’utilizzo dello Stadio Olimpico. E’ appena il caso di rilevare che, dal punto di vista giuridico, il cambio di un azionista di maggioranza di una spa con un altro, con conseguente successione di una nuova gestione, comporta che quest’ultima subentra in tutti i rapporti giuridici ed in tutte le obbligazioni, attive e passive, facenti capo alla precedente.
Pertanto, a nulla rileva il fatto che la nuova gestione ritenga eccessivi taluni oneri da ciò derivanti di cui, peraltro, era o avrebbe dovuto essere pienamente consapevole .
4)    La rinegoziazione di un contratto in essere e la rateizzazione di un debito scaduto non possono essere ottenute in maniera unilaterale senza il preventivo, necessario consenso dell’altra parte creditrice.
5)    Desta perplessità che nel comunicato della Lazio si affermi testualmente : “ L’attuale contenzioso tra le società di calcio per la ripartizione dei diritti TV ha comportato il congelamento degli incassi relativi, per cui la Lazio è attualmente in debito verso il Coni della somma di € 1.740.000”. Laddove, non solo la Lazio riconosce di aver effettivamente un debito scaduto e non pagato addirittura superiore al credito vantato dalla CONI Servizi spa, ma, quel che appare più grave, ammette di non essere in grado, almeno allo stato, di fare fronte a tale debito a causa del congelamento degli incassi da diritti TV. Ammissione che non può non destare meraviglia e preoccupazione, non solo sulla presente capacità economica della Società di fare fronte ai suoi debiti, ma anche sulla sua capacità economica futura, evidentemente dipendente dall’esito, peraltro assai incerto e non di pronta soluzione, della controversia in atto tra le società di calcio per la ripartizione degli incassi relativi ai suddetti diritti.
6)    Il riferimento, contenuto nel comunicato della Lazio, ai lavori di approvazione della legge sugli stadi non sembra, nell’occasione, dei più felici e propizi, non potendo di sicuro essere apprezzato e gradito da chi gestisce attualmente lo Stadio Olimpico: proprio nel momento in cui, a detta della Lazio, quest’ultima vorrebbe ottenere dal predetto gestore la rateizzazione di un debito scaduto e non pagato e a cui ammette di non essere in grado, almeno oggi, di fare fronte.
7)    Circa, poi, i rilievi sull’approvazione della legge sugli stadi, la Lazio sa o dovrebbe sapere che i ritardi di tale approvazione sono essenzialmente dovuti al fatto che dal testo attuale del disegno di legge, all’esame della VII Commissione permanente della Camera, si è voluto, all’improvviso, far sparire, con un colpo di maggioranza, l’espressa ed esplicita salvaguardia dei vincoli ambientali: cosa che fa legittimamente sospettare che, in realtà, con la legge si intendano perseguire scopi estranei a quello dichiarato.
8)    D’altronde, và ricordato che il dr. Lotito in sue pubbliche dichiarazioni ( ved. Interviste a “Il Sole 24 Ore “ del 24 aprile 2009 e del 9 marzo 2011) aveva affermato che, per la costruzione del nuovo stadio della Lazio :  egli non aveva bisogno di ricorrere al credito sportivo; lo stadio poteva sorgere su terreni anche diversi da quelli di sua proprietà sulla via Tiberina; a suo avviso, comunque, si poteva costruire anche su quei terreni, pur gravati da vincoli ambientali, adottando taluni accorgimenti tecnici.
Aggiungasi che, ai fini della semplificazione e velocizzazione dell’iter amministrativo, per ottenere i necessari permessi di costruzione, non c’è bisogno di alcuna nuova legge, in quanto il Testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli Enti Locali ( Decr.lgs 18/08/2000, n. 267) già prevede una procedura semplificata ed accelerata quale l’Accordo di programma. V’è da chiedersi, perciò, perchè, finora, la Lazio non abbia ancora, quantomeno, avviato l’iter amministrativo per realizzare il nuovo stadio, così come ha fatto la Juventus che, senza aver avuto affatto bisogno di una nuova legge ad hoc, sta per inaugurare un suo nuovo stadio
Non si può, infine, se si vuole essere credibili e creduti, una volta affermare che lo Stadio Olimpico è una “schifezza” e un’altra che è un ottimo impianto.
9)    Non v’è dubbio che “l’esilio fiorentino” decretato dalla Società, sia pure, si spera, momentaneo e destinato a rimanere inattuato, allo scopo di ottenere la licenza UEFA, rappresenta una grave ferita all’immagine ed al prestigio della Società stessa.
Ferita, non solo morale, ma che rischia di essere anche economica, poiché, al di là della disponibilità di nuovi stadi, quel che più conta ai fini della massimizzazione dei ricavi di una società di calcio sono la consapevolezza e l’immagine di solidità, di successo e di prestigio che essa è in grado di dare e proiettare .

Il Presidente
Dr. Alfredo Parisi

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