Ebbene se da  una parte , il tifoso,  c’è stata una parziale adesione , come evidenziato dalla diminuzione degli abbonamenti di oltre il 20%, solo in parte compensata dall’acquisto dei biglietti per singolo evento calcistico, dall’altra, dalla parte cioè delle società calcistiche, si è riscontrato un totale disinteresse  a quei pochi diritti che la tessera avrebbe dovuto riconoscere al sottoscrittore e tra questi al rilascio materiale della tessera.
Nel corso dei numerosi intereventi a Convegni, Tavole rotonde ed interviste, abbiamo tentato di  richiamare le società calcistiche al rispetto dei più elementari obblighi derivanti dall’adesione al Programma , obblighi che si sostanziano nel rispetto per il tifoso- cliente- consumatore.
La stessa Autorità garante della privacy  ha emesso un provvedimento in cui si richiamavano le società al rispetto delle norme di legge ( ved. al riguardo il comunicato stampa del Garante per la Protezione dei dati personali del 12 gennaio 2011)  ma sinora, ancorchè il provvedimento avesse stabilito un”… termine di quarantacinque giorni dalla data di ricezione del provvedimento …” non si è avuto altro che silenzio.
Del resto, trascinare sino alla fine del campionato in corso ( ormai mancano  due partite!!) la situazione, nell’appagamento, nell’euforia  o nella delusione  per  i risultati della propria squadra, consente di mantenere in una zona di opacità, miniminizzandone i problemi, i diritti di coloro che subiscono  lo spettacolo sportivo   e che a detta di  importanti consiglieri della Lega “ devono solo applaudire”.
Comunque, mi permetto, tra le altre, di riportare  le lamentele di due sostenitori della Lazio i quali,  dal 7-8 gennaio 2011 a tutt’oggi,  non hanno ancora ottenuto  ciò che loro spetta : la tessera, ricevendo dagli Uffici Postali, soggetto incaricato per il rilascio della tessera, dove  si sono più volte recati, solo fumose dichiarazioni dilatorie.
Per completezza di informazione si precisa che per i due associati Federsupporter è in possesso dei numeri  delle tessere rilasciati su una semplice ricevuta cartacea.
La conclusione alla quale si perviene è quella fatta emergere in occasione del Convegno del 21 giugno 2010 da Fedeersupporte e reiterata in occasione di una Tavola rotonda il 25 gennaio u.s., cioè la risposta alla semplice domanda : “ La tessera del tifoso: misura di sicurezza o strumento di marketing?” ed anche in questa seconda accezione la tessera, per i c.d. clienti è stata, comunque, una esperienza negativa. Ci auguriamo che così come dichiarato dall’Osservatorio Nazionale sulle manifestazioni sportive”  nelle “ Linee guida per gli addetti ai lavori approvate dal Gruppo di lavoro tecnico”  “ Dopo un periodo di applicazione e comunque entro il 30 luglio 2011, l’Osservatorio raccoglierà osservazioni e proposte e valuterà eventuali esigenze di revisione del programma, al fine di renderlo sempre più rispondente alle esigenze delle tifoserie”.
A questo confronto Federsupporter è da tempo , così come rappresentato al Sig. Ministro  dell’Interno, On.le Maroni il 27 luglio 2010, disponibile e “.. rimane a disposizione per ogni eventuale incontro che (il Ministro) volesse accordare all’Associazione per una più opportuna approfondita e articolata illustrazione non solo dell’iniziativa in questione, ma anche più in generale, delle altre attività e iniziative future dell’Associazione stessa . “
Concludo, riportando uno stralcio di un articolo di Stefano Agresti, pubblicato sul Corriere dello Sport il 30 dicembre 2010 ,sul tema della violenza negli stadi :
“ Nemmeno con  la benedetta tessera del tifoso, ultimo colpo di genio, panacea di ogni male, si può andare allo stadio. Ormai non ci sono più dubbi: l’Italia non è in grado di gestire il calcio,né di permettere a milioni di normali cittadini di assistere in serenità a uno spettacolo sportivo. Non basta neppure schedarne centinaia di migliaia. Una vergogna nazionale.”

Alfredo Parisi

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