Quanto sopra premesso, appare opportuno ed utile, per non dire necessario e doveroso, che codesta Lega  si pronunci ufficialmente e pubblicamente in merito alla causa del suddetto ritardo.

In particolare, codesta Lega dovrebbe pronunciarsi in merito alla condivisione  o meno del fatto che, nel testo del disegno di legge, vi sia o non vi sia l’espressa salvezza dei vincoli ambientali.

Vincoli che, è bene ribadirlo, ricadono sotto la garanzia dell’art. 42, II comma, della Costituzione, con la conseguenza che la tutela di essi non può essere derogata, almeno legittimamente, né da leggi ordinarie né, tantomeno, da provvedimenti amministrativi.

A maggior ragione, si rende necessario un pronunciamento di codesta Lega, poiché, in recenti, pubbliche dichiarazioni, il dr. Claudio Lotito si è espresso nel merito della questione, non solo in nome proprio, ma in nome e per conto della Lega stessa ( da Il Corriere dello Sport del 21 maggio u.s.:” Dalla Lega Calcio, che rappresenta tutte le società di serie A, ci si aspetta un testo che renda effettivamente realizzabile la costruzione degli stadi  ( omissis)…. Rappresento la Lega  ..( omissis)… troppi vincoli, le pressioni sono di chi boicotta la legge ( omissis) …la vera pressione sul legislatore viene proprio dagli ambienti che vogliono una legge solo apparentemente funzionale, che enunci principi poi nei fatti irrealizzabili, impantanando i progetti dei club nelle pastoie burocratiche di amministrazioni inerti “ ).

Un pronunciamento di codesta Lega sarebbe, altresì, molto importante anche allo scopo di fugare il,  allo stato delle cose, legittimo ed assai diffuso sospetto, che, in realtà, il disegno di legge possa essere ostaggio di interessi particolari estranei a quello dichiarato e reso manifesto dal provvedimento stesso .

D’altronde, appare fin troppo facile e comodo lamentare il ritardo nell’approvazione del disegno di legge, volutamente ignorandone o superficialmente sottovalutandone la vera causa, con pretesti assurdi quali “ pastoie burocratiche “ e “ amministrazioni inerti”.

Pretesti, tra l’altro, smentiti dai fatti, come dimostra la circostanza che la Juventus, senza aver avuto affatto bisogno di una legge ad hoc, ha realizzato e sta per utilizzare, nel pieno rispetto delle normative vigenti e, in specie, di vincoli ambientali, costituzionalmente previsti e garantiti, un nuovo, moderno stadio , non comprendendosi, dunque, perché ciò che è stato possibile a Torino non lo possa essere anche a Roma ed in altre città d’Italia.

Nel ringraziare per l’attenzione ed in attesa del richiesto pronunciamento, nel frattempo, si porgono distinti saluti .

 

Il Presidente

Dr. Alfredo Parisi

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