Quel, così come lo ha definito la Cassazione con sentenza del 4 luglio 2013, depositata in Cancelleria il 30 dicembre 2013, “complesso disegno criminoso” ha fatto sì che una consistente partecipazione azionaria (14,6%) della Lazio non circolasse liberamente sul mercato finanziario e non finisse in mani ostili al dr. Lotito.
In particolare, è stato così arrecato ai piccoli azionisti un complessivo danno, prudenzialmente stimato, in circa 10 milioni di euro, al netto di interessi legali e maggior danno da svalutazione monetaria.
Un danno a quegli azionisti, cioè, che, spesso, sacrificando i modesti risparmi di una vita, avevano voluto evitare la scomparsa della Lazio, partecipando all’aumento di capitale del 2004.
Nelle articolate note, qui allegate, di commento alla sentenza della Cassazione svolte dall’Avv. Rossetti, cui si rinvia, sono specificate anche le conseguenze della sentenza sul piano sportivo.
Note in cui viene sottolineato che Federsupporter si riserva di assumere le più opportune iniziative affinchè le disposizioni della FIGC in materia di decadenza da cariche sociali, di Lega, federali vengano scrupolosamente e puntualmente osservate, senza che, così come pure avvenuto anche in un recente passato, si possa far ricorso a capziose e strumentali interpretazioni ad usum Delphini o a provvidenziali e salvifiche deliberazioni ad personam dell’ultima ora, volte ad evitare l’applicazione di norme dell’ordinamento sportivo, sgradevoli e sgradite, a qualche moderno “Don Rodrigo”.

 

Alfredo Parisi

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