Innanzitutto, lo sfruttamento, dal punto di vista del marketing comunicazionale, dei tifosi del Club interessato, facendo intendere che il notevole investimento fosse studiato per realizzare uno stadio solo per loro, coinvolgendo in tale “esca mediatica” anche personaggi idoli della tifoseria.

Lo sviamento dell’attenzione della pubblica opinione  sull’operazione   venne “costruito” intorno all’uso “truffaldino” dell’espressione :” Stadio DELLA Roma” e non “Stadio PER LA Roma”. Al fine di un duplice obiettivo:  il favore e l’impatto sociale della tifoseria, ma, soprattutto, l’accondiscendenza della Pubblica Amministrazione  che, tanto in Campidoglio, quanto alla Pisana, ha sempre riportato nei documenti ufficiali l’identificazione di un “Proponente” privato (Eurnova)  diverso dalla AS Roma, benchè la normativa sull’impiantistica sportiva  richiedesse  quale proponente un club sportivo .

Ulteriore elemento di perplessità sorge sulle deliberazioni  dell’Assemblea capitolina assunte senza percezione del parere dell’Avvocatura capitolina, necessario per assumere una delibera “informata”, nel rispetto esclusivo della legalità e senza condizionamenti di “cause milionarie”,se contrarie ad interessi privati.

Altra mistificazione della realtà è stata effettuata dalla stampa che pone, ora,  quale freno alla complessa trattativa di cessione della proprietà del Club ( e di conseguenza al progetto Tor di Valle) l’attuale emergenza pandemica e non, invece, sottolineando  gli interventi del precedente proprietario  sulla indisponibilità dello stesso a cedere il terreno al nuovo imprenditore straniero.

 Al riguardo, è significativo il ruolo strumentale di una Banca che si erge a “Grande regista” di una operazione che si muove su due binari, peraltro non paralleli:  cessione dei crediti  in sofferenza da un lato ( Gruppo Parnasi) ed organizzatore della cessione del pacchetto azionario di un club quotato dall’altro. Il tutto travalicando qualsiasi confine di corretta e trasparente gestione.

 Da ultimo, l’ormai acquisita identificazione reale dell’operazione  quale enorme speculazione fondiaria edilizia, svincolata da qualsiasi interesse pubblico, indipendentemente da ulteriori accertamenti di responsabilità in corso da parte della magistratura.

 Alfredo Parisi

 

“Le Parole  dette e dimenticate”

 Nell’imminenza del terzo anniversario ( 24 febbraio 2020) dell’accordo Baldissoni-Parnasi-Raggi, in un post sul profilo Facebook, il Sindaco di Roma esordisce: <<# UnoStadioFattoBene è l’hashtag che abbiamo lanciato quando abbiamo iniziato ad affrontare il dossier per la costruzione dello stadio di Tor di Valle. E questo resta il nostro obiettivo: fare bene le cose.>>. Ed alla fine,Virginia Raggi ribadisce: <<sull’iter per la realizzazione dello stadio di Tor di Valle abbiamo sempre agito nella massima trasparenza e nell’interesse dei cittadini. Proprio per questo abbiamo chiesto agli uffici e ai tecnici del Campidoglio una due diligence: una ulteriore verifica sul procedimento per essere sicuri al 100% che tutto ciò che era stato fatto, fosse a regola d’arte. Non contenti abbiamo chiesto un ulteriore parere esterno al Politecnico di Torino proprio per approfondire la mobilità del quadrante. È stata fatta un’attenta analisi sul lavoro svolto. Nessuno ha nascosto nulla: tutto si è svolto e si svolgerà nella massima trasparenza.>> [1].

 Non può, peraltro, non evidenziarsi come la correttezza di un procedimento amministrativo possa essere accertata solo dal T.A.R. (Tribunale Amministrativo Regionale) e non da una “due diligence” interna o da “parere” esterno formulato su quesiti posti dall’interessato ed al di fuori della  Conferenza di Servizi.

 E dopo tutto quello che è successo in questi tre anni nel Giugno 2018 evidenzia  un atteggiamento quantomeno contraddittorio: da un lato considera del tutto legittimo l’iter procedimentale del progetto e, dall’altro, si costituisce “parte civile” nei processi contro De Vito, Lanzalone, Parnasi , cioè gli sponsor e il proponente il progetto.

 Quel processo unificato, cioè, diretto ad accertare l’associazione per delinquere finalizzata alla corruzione ed il traffico illecito di influenze integranti una “attività corruttiva caratterizzante l’intero iter procedimentale relativo al suddetto progetto, sistematica e pulviscolare, con rinuncia a priori alla imparziale comparazione degli interessi in gioco, aggravato da asservimento dell’interesse pubblico ad interessi privati”.

 Già ,il 25 Febbraio 2017, Virginia Raggi scriveva : <<al nostro insediamento, ci siamo trovati con un progetto con una eccedenza di edificazione SOLAMENTE del 70 per cento in più rispetto a quanto previsto dal piano regolatore generale. E, chiaramente,essendo entrati in corsa, ci siamo trovati un iter già avanzato e quasi a conclusione che, in altre parole, significa: causa milionaria all’orizzonte che la società potrebbe intentare contro il Comune di Roma, per via degli atti amministrativi compiuti dalla giunta Marino, in accordo col PD, che hanno creato i presupposti per il mancato guadagno.>> [1].

 A tale riguarda basterebbe ricordare  che il “progetto” con l’eccedenza di edificazione … rispetto a quanto previsto dal piano regolatore generale, non è stato “assentito” in Conferenza di Servizi Decisoria Regionale, per vari motivi ostativi, nonostante gli atti amministrativi compiuti dalla giunta Marino. E , soprattutto, che  nessuno  ha mai  fatto “causa milionaria” alla Regione Lazio che, in quanto Amministrazione procedente sul “progetto”, ritenne di bocciarlo con netto “diniego” alla sua realizzazione.

 Sempre nella stessa giornata, la Sindaca Raggi dichiarò, per evitare una “causa milionaria all’orizzonte”, che la società Eurnova srl o AS. Roma, o entrambe – “potrebbero intentare contro il Comune di Roma”: …Sullo stadio di Tor di Valle questa amministrazione non ha alcun accordo con la società. Stiamo lavorando alacremente e con grande serietà, attraverso una delicata trattativa – tuttora in corso – con gli attori in campo. E, in ossequio agli impegni presi, manteniamo il massimo riserbo proprio per evitare speculazioni esterne: immaginate quali siano gli interessi che si muovono attorno a quest’opera. (…).  

Sull’operazione  è significativo il commento d’un giornalista sportivo ( febbraio 2017), purtroppo poi deceduto, che valuta assai diversamente l’operazione annunciata e pubblicizzata dal Sindaco Raggi. Sostiene, infatti, tra l’altro, Oliviero Beha: <<… Vedremo se e quanto sarà speculativo il nuovo stadio della Fiorentina, annunciato da anni. Speculativo in dosi industriali, con tutti i risvolti politici romani e nazionali che quotidianamente conoscete, è il progetto per la Roma di Pallotta e Parnasi. È evidente a chiunque non sia accecato dal tifo o non abbia pesanti interessi nel “Business Park” del “Business Stadium” con tre “Business Towers” in un terreno inadatto (…), che si sta per commettere un delitto alla moviola. E la resistenza della Raggi e dell’amministrazione capitolina è una zeppa in un ingranaggio già avviato da tempo. Per non essere stritolati si affannano ora a dire che nessuno gli toglierà lo stadio, bisognerà solo renderlo compatibile con la quantità di cubatura nuova. Se vi andate a riprendere la smozzicata legge del 2014, non è davvero a questo progetto che mirava, bensì alla protezione urbanistica del territorio prospiciente agli stadi (come a Torino, come a Udine). Qui si vuol mangiare la foglia, l’albero, la foresta ed edificarci sopra … Non voglio convincere nessuno, ormai in quest’Italia delitto più delitto meno … ci penseranno figli e nipoti, spero … Ma almeno una cortesia: come per le Olimpiadi, non si dica che chi non le vuole o chi vuole “solo” uno stadio corredato da un cordone di negozi, meglio se all’interno (…) è contro lo sport o contro il calcio. Qui lo sport e il calcio sono ospiti pretestuosi. In ballo c’è una precisa cultura che di sportivo ha poco o nulla, quella del denaro, e solo quella. “Fondamentalismo finanziario”,per dirla secondo la terminologia anti Isis parafrasata. E la pagheremo noi ..>.

Nel frattempo, deve  richiamarsi l’attenzione sul fatto che Parnasi aveva ottenuto da SAIS Spa di Gaetano Papalia l’immediata disponibilità dei terreni di Tor di Valle con ippodromo dismesso, versando  alla società in fallimento solo una caparra di € 600mila,  impegnandosi a corrispondere l’importo totale di € 42 milioni , in parte a rate ed in parte all’approvazione della Variante al Piano Regolatore od alla stipula di una Convenzione urbanistica.

Qualora l’operazione fosse andata  a buon fine, l’obiettivo era di  cedere alla Sgr Dea Capital Real Estate di De Agostini , il terreno con il progetto di Variante un importo di € 200 milioni.

Peraltro, poiché il vigente P.R.G. del 2008 permetteva,  al massimo, la realizzazione di circa 112 mila metri quadrati di S.U.L. con una tempistica ben definita, Parnasi  proponeva di realizzare le seguenti quantità di Superficie Utile Lorda:

– in studio di fattibilità del 2014: – stadio 30.140 m2 = 61%; – business park 19.635 m2 = 39%; in totale 49.775 m2

– nel progetto definitivo del 2016: – stadio 49.000 m2 = 13%; – business park 336.000 m2 = 87%; in totale 385.000 m2

– nel progetto definitivo del 2017: – stadio 35.500 m2 = 17%; – business park 176.000 m2 = 83%; in totale 211.500 m2.

Si parte, cautamente, studiando la fattibilità di poco meno di cinquanta mila metri quadrati; quando un “imprevisto” impone di realizzare costose opere d’urbanizzazione per rendere davvero accessibili i terreni e si progetta di realizzare la bellezza di trecentotrentasei mila metri quadrati di “business park” per recuperare i costi imposti.

Poi, si valuta la “probabilità” che la Conferenza di Servizi decisoria regionale non dia alcun assenso e  così, al giro successivo, si considera la “probabilità” di valorizzare gli stessi terreni con minori costi per opere d’urbanizzazione, purché siano realizzati “soltanto” circa duecentododici mila metri quadri di S.U.L

Per memoria,  deve ricordarsi che  dal 2006 al 2013, essendo Sindaco Adriano Palozzi (PDL); il Consiglio Comunale approva la Variante al Piano Regolatore che permette di cementificare la località del Divino Amore, benché per Legambiente ed Italia Nostra sia l’ultimo lembo di “Campagna Romana” da proteggere.

La Regione Lazio, con la Giunta Polverini, approva definitivamente tale variante proprio mentre Palozzi  ricopre la carica di  Vice Presidente della Commissione regionale Ambiente Lavori Pubblici, Mobilità e Urbanistica.

Risulta agli atti che i terreni oggetto della “Variante al PRG” sono acquisiti ad un    modesto  prezzo da Luca Parnasi e venduti ad un  prezzo notevolmente superiore, subito dopo le necessarie autorizzazioni amministrative comunali e regionali, a Dea Capital Real Estate Sgr. La quale poi li inserisce nel Fondo immobiliare denominato “Ideafimit Sviluppo”.

Dal 20 Giugno 2016, l’Amministrazione Comunale  è retta dal Sindaco Carlo Colizza (M5s); ed i “grillini” bloccano i cantieri di Ecovillage con delibera del 28 Febbraio 2018, causando un forte deprezzamento del Fondo Immobiliare di Idea Fimit.

 Dea Capital Real Estate Sgr impone, quindi,  a Parnasi di riacquistare,  per € 28 milioni, le quote della fallimentare operazione che, nel 2013, il medesimo palazzinaro aveva venduto alla S.G.R.

 Nel contempo,  la stessa Società Gestione Risparmio s’impegna all’acquisto dei terreni a Tor di Valle, acquisto condizionato, peraltro,  all’approvazione della  Variante al Piano Regolatore da parte di Roma Capitale.

 In tal modo, Eurnova srl di Parnasi e SGR Dea Capital, il 28.12.2016, sottoscrivono l’accordo nella “Lettera d’intenti per la vendita dei terreni di Tor di Valle”, svelata da Business Insider Italia proprio il 18.06.2018 [1].

 Il  24 Febbraio 2020Il Corriere dello Sport” [2], informa che  Gaetano Papalia ha chiesto al Tribunale la “risoluzione del contratto con la società di Parnasi, per rendere nulla la compravendita di 7 anni fa” e ,quindi,  la sua società (SAIS spa) potrebbe tornare “proprietaria dei terreni di Tor di Valle”. Quanto sopra in relazione al protrarsi dell’insolvenza di  Parnasi che “da oltre un anno e mezzo è insolvente, …, doveva pagarci le rate mese per mese e ha smesso di farlo, impedendo al curatore fallimentare di risarcire i creditori “.

 Di conseguenza,  SAIS si opporrebbe alla vendita dei terreni di Tor di Valle al potenziale acquirente presentato da UNICREDIT, l’immobiliarista Radovan Vitek .

————————————————————————————————–

Concludo, riportando i principali punti  della “lettera aperta” diretta il 9 marzo scorso  dall’Arch. Belli Laura  all’Assessore all’Urbanistica di Roma Capitale, Montuori,  con  invito ad una risposta prima di rendere pubblico quanto segnalatogli.

Essendo trascorso il tempo concesso per una replica, ritengo importante trascrivere le principali contestazioni avanzate dall’Arch. Belli Laura : 

1)     al tempo del vincolo MiBAC in vigore dal 15.02.2017, Lei  acconsente alla traduzione de “UnoStadioFattoBene” in“progetto definitivo” che prevede la demolizione delle Tribune dell’Ippodromo a Tor di Valle progettate dall’arch.Julio Garcia Lafuente e, poi, un giorno prima della scadenza del “vincolo” predisposto alla loro tutela dal Soprintendente arch. Margherita Eichberg, poiché considerate “d’interesse particolarmente importante“, ANNUISCE alla considerazione di “interesse pubblico” del suddetto progetto, con D.A.C. n. 32 del 14.06.2017;

2)     quando il Proponente (Eurnova srl di Luca Parnasi) trasmette a Roma Capitale il “progetto definitivo” non adeguato alle prescrizioni/ottemperanze della Conferenza di Servizi come espressamente prescritto (con Nota del 25.01.2018, siglata arch. G. Gianfrancesco ed arch. M. Manetti) dall’Amministrazione procedente sul “progetto”,

AVALLA la pubblicazione, dal 12.04.2018 al 12.05.2018, del “progetto integrato ed adeguato, così come approvato con determinazione della Regione Lazio del 22 dicembre 2017, che, al suo interno comporta variante urbanistica”, sebbene il Progetto non sia affatto approvato e la Determinazione non sia mai stata adottata in Consiglio Comunale, come prescritto dalla vigente legislazione nazionale e regionale, non  abrogata da una norma (comma 2-bis art. 62, Legge 96/2017) ad personam , scritta che presenta ampi  profili d’incostituzionalità;

3)    allorché al Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica Lei CONSENTE più di cento (!?!) inutili incontri con il Proponente (Eurnova srl di Luca Parnasi) per mettere a punto una o più “convenzione”  che certamente non possono essere  considerate urbanistiche, giacché in Conferenza di Servizi Decisoria Regionale del 5.12.17, tanto l’ingegner Fabio Pacciani R.U.C. (Rappresentante Unico Comune) quanto l’avvocato Giovanni Valeri per il Proponente, ritennero fosse sottoscrivibile solo ed esclusivamente dopo la definitiva approvazione del “progetto”, vale a dire dopo la determinazione della Giunta Regionale;

4)     nel momento in cui emerge la possibilità della cessione di Eurnova srl (con eventuale perdita della disponibilità dei terreni e della condizione essenziale per essere “Proponente”) si creano le condizioni di un  cambio, in corso d’opera, (cioè  all’interno del complesso procedimento amministrativo) del soggetto che,ai sensi del comma 304, art. 1, Legge 147/2013, intende realizzare l’intervento e presentare al Comune il progetto.

Ne deriverebbe l’esigenza di ripercorrere, ab origine ed ex novo, l’intero iter procedimentale, per permette che, in una o più “convenzioni”, si contempli al posto di Eurnova il nuovo soggetto (prima, TdV Real Estate; in futuro, qualsiasi fantomatico acquirente ceko) che, certamente, non si vedrebbero addossare la responsabilità di non aver adeguato il “progetto” alle prescrizioni formulate  per poter  essere approvato.

Infine, si può domandare all’Assessore Montuori  se non crede che tale dimostrazione di “ignoranza” amministrativa, sottovalutata nella “due diligence” interna, ma non ancora considerata dal T.A.R., sia deprecata in Tribunale (nel processo con imputati De Vito, Lanzalone, Parnasi ed altri)  e se, nonostante quanto emerso nelle indagini della Magistratura, crede si possa ancora  andare avanti, anziché esortare il Sindaco (che, ci legge in copia), a stoppare tutto quanto, acciocché:

a) il “progetto definitivo” con il taglio della S.U.L. (Superficie Utile Lorda) del “busines park ed affini” con annesso stadio sia solo “assentito con prescrizioni” numerose, rilevanti e perciò equivalenti a “DINIEGO” o bocciatura; indi, inviato al Proponente per essere adeguato alle prescrizioni/ottemperanze prima d’essere pubblicato come “Variante al PRG”;

b) il Comune NON POSSA sottoscrivere alcuna “convenzione” per l’esecuzione dei lavori (quindi non urbanistica) con chicchessia, sino a che il suddetto progetto non sia adeguato alle prescrizioni/ottemperanze della Conferenza di Servizi Decisoria indi eventualmente approvato dopo “ASSENSO” pieno della Conferenza di Servizi regionale, con deliberazione della Giunta Regionale;

c) il Comune di Roma Capitale NON POSSA ed assolutamente NON DEBBA, né ora né mai, procedere nell’iter di definizione della “VARIANTE AL PIANO REGOLATORE” che, urbi et orbi (cioè, a Roma ed in tutto il resto delmondo civile), apparirebbe come il trionfo della più bieca ed immonda SPECULAZIONE fondiaria ed immobiliare di tutti i tempi.

Con osservanza, Luciano Belli Laura

[1] – https://www.sportpaper.it/roma-larrivo-dello-stadio-e-vicino/137544

[2] – https://www.pagineromaniste.com/montuori-stadio-avanti-ma-non-dipende-solo-da-noi/

[3] – https://www.giallorossi.net/stadio-della-roma-montuori-o-si-incastrano-tutte-le-variabili-in-gioco-oppure-non-si-va/

 

 

 

 

Copyright © 2014 by FederSupporter