E mentre si sta cercando di metabolizzare la notizia, sui siti si cerca di minimizzare l’evento pandemico, addirittura sollevando dubbi su tale positività collettiva.
Da tutto ciò deriva solo una certezza; la scienza medica, che dovrebbe garantire la salute alle persone , ed alla quale anche il calcio dovrebbe sottostare, non sa cosa fare realmente.
Ma gli aspetti più gravi di questo evento , di per se già gravissimo, sono le ricadute sul “baraccone” calcio.
Al di là delle giuste richieste di rinvio della prossima gara che dovrebbe giocare il Genoa, (con quale formazione ? ) lasciano stupiti i commenti e le dichiarazioni “preoccupate” qualora la gara di Torino non dovesse giocarsi; rispettando il calendario”… dovrebbe essere il Torino ad appellarsi chiedendo di giocare comunque il sabato” ( cfr. www.gazzetta.it, del 28 settembre 2020) .
Alla faccia dello sport .
Soprattutto in conseguenza della mancanza di ogni e qualsiasi regola che la FIGC avrebbe dovuto predeterrminare, come invece previsto dall’UEFA, circa il numero minimo di giocatori, non colpiti da virus, necessari per poter disputare la gara.
Ma il “ grido di dolore” dell’Amministratore Delegato di Lega Serie A si è sollevato ( cfr. www. tuttomercatoweb.com di Lorenzo Di Benedetto) non per portare serenità e tranquillizzare ma, affermare che “ il calcio è al centro del tempo libero degli italiani e va protetto” sottolineando i danni economici che sta subendo il calcio.
Neppure una dichiarazione di presa di coscienza della situazione di emergenza sanitaria che è emersa: contano solo i ricavi dai diritti tv e gli investimenti negli impianti sportivi, sui quali devono essere eliminati i vincoli delle “soprintendenze che non devono bloccare la ristrutturazione del Franchi..” ( cfr. ibidem).
Alfredo Parisi










