La risposta su cosa significhi “ debolmente positivi”  fornita  dal Presidente dell’Associazione Microbiologici Clinici Italiani e della Federazione Italiana Società Scientifiche di laboratorio  non è certo tranquillizzante ( cfr. intervista su Il Corriere della Sera di Silvia Turin del 20 luglio scorso): “Significa avere un tampone positivo con rilevazione, nel test molecolare, di pari genoma del virus; il tampone amplifica i microorganismi virali presenti nel campione prelevato e, con i debolmente positivi, il risultato arriva solo dopo numerosi cicli di amplificazione”.

Ed ancora “Potenzialmente nel soggetto ci possono essere solo tracce del genoma e quindi non esserci più il virus, oppure ci può essere un virus a bassa carica non contagioso o ancora un virus a bassa carica che infetterebbe ancora” .

Ma insomma….!!!

Dall’altra parte, c’è la ricerca sempre più pressante  della FIGC di una sponda politica, sanitaria e “popolare” per la riapertura degli stadi, ma sempre e soltantonell’interesse dei tifosi”, e non certo per la mancanza di quella liquidità che avrebbe portato  la sottoscrizione degli abbonamenti e gli incassi da biglietteria .

E questo appena iniziato vi sembra un campionato regolare?

Un campionato dove  necessariamente i club devono avere una rosa la più ampia possibile per fronteggiare, non già le competizioni, Campionato, Coppa Italia, Coppe europee, ma per contrastare i contagi.

Speriamo solo che “l’ultimo dei moicani”, il CTS, resista e ci possa restituire  stadi sicuri per tutti.

Sarà così solo quando sarà il Comitato Tecnico Scientifico e non la politica a decidere la riapertura degli impianti sportivi, per ogni tipo di attività sportiva e non solo professionistica. nel rispetto di quel valore, “ lo sport per tutti”, che, finora, è rimasto solo una frase vuota di contenuto.

Alfredo Parisi

 

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