Sono,infatti,ormai anni che Federsupporter ha prodotto  una numerosa documentazione ( cfr. www.federsupporter.it), presentata anche in Conferenza di servizi  cui ha partecipato presso la Regione Lazio,  con la quale venivano puntualmente esposte e motivate le innumerevoli ragioni per cui quel progetto, almeno legittimamente e leicitamente, non poteva essere realizzato.

Documentazione sistematicamente ignorata e spesso irrisa dalla stragrande maggioranza, fatta salva qualche rara ed isolata eccezione, dagli organi di informazione e da singoli giornalisti e opinionisti, anche in sede di trasmissioni televisive locali cui ha partecipato l’amico Alfredo Parisi,  invece molto assidui e solerti nel propagandare la irreprensibilità e magnificenza del progetto.

Non è questa la sede ed il caso di ripercorrere quella documentazione cui, per gli interessati si fa rinvio ( ved. www.federsupporter.it) , limitandomi, qui, a richiamare l’attenzione sullo specifico aspetto costituito dalla libera disponibilità dei terreni di cui trattasi .

Con la mia nota del 20 febbraio 2017 (www.fedewrsupporter.it), in calce ad altra nota del 2018, avevo illustrato il tortuoso ed opaco percorso della proprietà di quei terreni pervenuta in capo al soggetto proponente il progetto Tor di Valle: vale a dire Eurnova srl di Luca Parnasi.

Più precisamente, da un processo penale iniziatasi il 16 gennaio 2017 e del quale finora ignoro l’esito , si apprendeva che il fallimento di due società, la Ippodromo Tor di Valle e la SAIS srl,  sarebbe stato preordinato allo scopo di consentire a Euronova l’acquisto dei terreni in questione,  a condizioni di particolare favore e con gravi pregiudizi dei creditori  delle società fallite, ipotizzandosi il delitto di bancarotta fraudolenta. Ne consegue che, già al momento della presentazione del progetto Tor di Valle da parte di Eurnova, sarebbe stata, quantomeno, assai dubbia la libera disponibilità di quei terreni in capo al soggetto proponente. Disponibilità, che, ancor oggi, secondo i richiamati articolo e trasmissione non sussisterebbe, se fosse confermato che su quei terreni  gravano numerosi pignoramenti.

Ma v’è di più.

Con Nota del 12 novembre 2019 ( www.federsupporter.it) mettevo, di nuovo, fortemente in dubbio che sussistesse la predetta disponibilità. Ciò a causa della pendenza di processi generali in cui, secondo l’accusa, Luca Parnasi, insieme con altri, era ed è imputato di associazione per delinquere.

Associazione avente il fine  di una “ attività corruttiva caratterizzante l’intero iter procedimentale, sistematica e pulviscolare, con rinuncia a priori all’imparziale comparazione degli interessi in gioco  aggravata dall’asservimento dell’interesse pubblico ad interessi privati”.

Accusa che, in base alla sentenza n. 34293 del 20 luglio 2018 della Cassazione, Sezione II, Penale, impedisce la libera disponibilità di un bene pertinente al reato, potendo “  continuare ad esplicare la loro carica criminogena ad es. perché utilizzati dall’ente in altri rami dell’attività non colpiti dall’interdizione o perché addirittura ceduti a terzi che continuano ad utilizzarli”. Pertanto, i terreni in oggetto erano e rimangono suscettibili di sequestro  impeditivo volto, per l’appunto,  ad impedire che, ove disponibili, tali beni “ ben potrebbero continuare ad esplicare la loro carica criminogena” .

Ed è proprio l’ipotesi che è stata ed è accreditata della cessione di quei terreni a soggetti terzi diversi da Eurnova a rendere concrete le ipotesi di cui sopra.

Ma, ammessa, pure, questa possibilità, ciò comporterebbe che il soggetto proponente il progetto che era e rimane Eurnova, non avendo più la disponibilità dei terreni perderebbe la qualità di soggetto proponente. Perdita che imporrebbe la necessità di ripetere , ab initio ed ex novo, l’intero procedimento previsto dall’art. 1, comma 304, della L. n.147/2013, così detta “ Normativa sugli stadi”.

Ricordo, altresì, che il Comune di Roma si è costituito parte civile nei suddetti processi, così condividendo la tesi accusatoria in ordine all’illiceità del procedimento, tuttavia senza però, in maniera del tutto contraddittoria  e incoerente, trarne le necessarie e doverose conseguenze sul piano amministrativo.

Per concludere, per le ragioni dette e per molte altre ancora, tra le quali sussiste, al tempo presente, uno scenario “ catastrofico” della mobilità, sia con mezzi di trasporto privati, sia pubblici, sebbene, come dichiarato,  potenziati, verso e dallo stadio, pur a prescindere dagli eventi calcistici, non vi è alcuna possibilità di realizzazione  di quest’ultimo in quella località.

Dunque, non solo non può parlarsi di un provvedimento definitivo che autorizzi il progetto, ma, addirittura, si deve parlare di un progetto manifestamente inattuabile.

Ciò con buona pace di elettoralistici, quanto almeno legittimamente, impossibili “ regali” di Natale.

Ne deriva che l’attuale proprietà della AS Roma spa farebbe bene  ad abbandonare  quel progetto, presentandone uno nuovo, rispettoso, in specie per quanto riguarda la localizzazione, del principio di legalità, nonché degli interessi dei tifosi.

Avv. Massimo Rossetti

www.affaritaliani.it

Giovedì, 19 novembre 2020 – 13:05:00

Stadio Roma, la Raggi non si arrende: “Entro Natale il voto su Tor di Valle”

Progetto Tor di Valle al bivio, il sindaco annuncia: “Noi siamo pronti, abbiamo trovato un’intesa sulla Roma-Lido con la Regione Lazio” .Virginia Raggi non si arrende e conferma che l’ultima delibera su Tor di Valle, quella della variante e della convenzione urbanistica, arriverà in Campidoglio entro Natale. Niente nuovi rinvii quindi, con la prima cittadina che sbandiera anche un nuovo accordo con la Regione Lazio sulla Roma-Lido.

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