E’ stato presentato  al Senato dopo l’approvazione alla Camera dei Deputati ( 23 aprile 2024) il Disegno di Legge  recante “ Disposizioni i  materia di partecipazione popolare alla titolarità di azioni e quote delle società sportive “, sottoscritto da numerosi parlamentari appartenenti a partiti  sia della maggioranza ,sia dell’opposizione.

Ebbene, dall’altisonante titolo ci si attenderebbe  che, finalmente,anche in Italia, si vogliono realizzare  progetti di partecipazione dei tifosi nella proprietà, nella gestione e nel controllo delle società sportive.

Quanto sopra sui modelli tedesco o spagnolo, meglio descritti nell’articolo” Partecipazione attiva dei supporter alle società sportive: una nuova realtà” di A. Di Martini in “Rivista di Diritto ed Economia dello Sport”, vol. IX, Fasc.2, 2013 .

Niente di tutto ciò.

Infatti, la partecipazione prevista dal DDL si riduce al diritto di partecipazione al Consiglio di Amministrazione di una società sportiva di un singolo rappresentante, nominato da così detti “ Enti di partecipazione popolare e sportiva”. Enti costituiti e regolamentati sulla falsariga delle società cooperative secondo il principio“ 1 testa 1 voto”,  a prescindere dal numero delle quote possedute (art.3, lett.a).

Il diritto di nomina del singolo rappresentante nei predetti Consigli di Amministrazione viene riconosciuto a quegli enti che associno almeno il 30%  ( art. 2, punto b) della media degli spettatori paganti  gli abbonati neri tre anni precedenti, ( art. 3, punto 4, lett.a),fatto salvo  che una disposizione transitoria abbassi tale quota  al 10% per il primo anno ed al 20 % dal secondo anno dall’applicazione della legge ( art. 3, punto 5).

In definitiva,  fermo rimanendo l’aspetto discriminatorio nella determinazione3  dei soggetti “tifosi” (riferito solo a spettatori e abbonati) la classica montagna che partorisce il topolino !

La presenza di un singolo rappresentante nel Consiglio di Amministrazione è, con ogni i evidenza, assolutamente ineffettiva e inefficace, conferendo alla partecipazione popolare soltanto un mero ed irrilevante diritto di tribuna.

Ben altra effettività ed efficacia avrebbe, invece, la proposta avanzata dall’amico e Presidente, Alfredo Parisi,  in occasione  del “Seminario di Diritto sportivo”, tenutosi a Roma presso l’Hotel Valadier l’8 novembre 2013.

Proposta basata sul principio della segregazione funzionale della governance societaria tra proprietà, gestione e controllo  e che prevede la presenza maggioritaria della rappresentanza popolare dei tifosi nell’organo di controllo interno.

Rappresentanza nominata da Associazioni di tifosi e piccoli azionisti costituita in base alle disposizioni previste al riguardo  dal Testo Unico della Finanza.

Avv. Massimo Rossetti

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