“ Ecco ciò che fin da prima mi rendeva tanto restio a parlare : la chiara consapevolezza di dover a lungo confutare la comune opinione “ ( Platone).
Il Comunicato del 5 giugno 2026 ( segnate questa data!) della Curva Nord costituisce un unicum, non solo nel mondo del calcio, nazionale ed internazionale, ma, soprattutto, socio-politico.
E’ un’onda rivoluzionaria che sta ponendo le basi per un cambiamento epocale nel nostro sistema calcio .
La Curva Nord, un movimento di un popolo, quello dei tifosi, nella sua atipicità di organismo nato dalla consapevolezza di non essere soltanto una massa, motivata da sentimenti e come tale emotivamente instabile, ma una collettività che chiede di essere, prima, rispettata nei suoi valori di passione, di dignità, di naturale elemento vitale e, poi, di essere ascoltata.
Questo organismo, la Curva Nord, nella sua atipicità ha trovato un riconoscimento pubblico ad ogni livello.
Può sembrare assurdo coniugare insieme due “MANIFESTI” quali essi sono : quello politico individuale e familiare del Dr. Luigi Bisignani, riportato da “Il Tempo” del 1 giugno, e quello eroico e multi personale della Curva Nord, diffuso il successivo 5 giugno. Ma sono proprio i loro connotati sociali che,sia pure su piani diversi, ne fanno un fenomeno unico.
Le decisioni della Curva Nord sono eccezionali , anche perché prese in un mondo caratterizzato dall’indifferenza: non rinnovare gli abbonamenti allo stadio, così come a tutte le piattaforme che trasmettono le partite della Lazio ;prendere le distanze, come clienti potenziali, da sponsor e partner di una società che proprio attraverso questi ultimi trova sostegno al proprio business, così ì come l’effetto indotto, di grande rilevanza sociale, di allontanarsi da una componente politica, per di più coinvolta nell’attuale Governo.
Un effetto di trascinamento verso gli ambienti di tutte le tifoserie che rende ancora più fragile il filo che le lega ai colori, seguiti e profondamente amati, nei quali si identificano; un capitale umano che è “ il principale patrimonio immateriale fatto di identità, continuità, domanda e valore economico “.( così L.Bisignani).
Anche in questa definizione la componente economica, tanto cara all’attuale proprietaria del Club, costituisce, e non a caso, un ultimo elemento, proprio ad esaltare quelli che sono i veri valori per un tifoso.
Una proprietà quella attuale nata da una serie di comportamenti opachi, così come testimoniato dalla Consob e dal Consiglio di Stato, oltreché dalla Cassazione penale ed offuscata da una gestione occasionale ma, comunque, sempre più finalizzata ad identificare la Lazio con il suo proprietario, fino a farne passare in secondo piano la sua storia identitaria.
E questa presa di posizione della Curva Nord che non ha fatto altro che interpretare l’animo di una moltitudine “ è l’ennesimo estremo atto d’amore perché i nostri figli possano godersi una Lazio libera dalla tirannia di un uomo che ha anteposto il denaro alla passione, il proprio ego alla volontà di un popolo, l’aridità del suo cuore all’amore di un simbolo” ( così la Curva Nord).
Ma è anche importante la dignità che emerge dalle parole della Curva Nord: la libertà lasciata ad ognuno di decidere, quella libertà sinora sempre combattuta dall’attuale gestione, e soprattutto, il richiamo al rispetto per la propria dignità, individuale prima che collettiva, quella dignità vilipesa e umiliata e “sporcata” da chi non ha mai conosciuto il significato della parola “rispetto”
Permettete a chi si aspettava questo momento sin dal 14 luglio 2016 nell’affollata P.za SS Apostoli alla presenza di oltre 10.000 composti ed appassionati tifosi, di sottolineare il “danno più profondo” provocato dall’attuale gestore del Club che è “ culturale.La Lazio storicamente è sempre stata un’idea di stile, fierezza, separazione appartenenza”( così Bisignani).
Un danno che ha creato una frattura insanabile tra realtà e sogno: quel sogno che alimenta la passione e, nello stesso tempo, un amore quale quello oggi dimostrato dalla Curva Nord che rappresenta , mai come ora , un intero popolo.
Sono fermamente convinto che la deriva di questa grande rivolta , assumerà aspetti sempre più vicini ad un’onda irrefrenabile che avrà un seguito anche in FIGC che non può permettersi un Club di Serie A senza tifosi, senza sponsor, senza partner.
Mi auguro che il nuovo Presidente della FIGC, il 22 giugno, intervenga con fermezza, così come lo stesso augurio rivolgo alla Politica,in quanto la pericolosità di questa deriva rischia di coinvolgerla pesantemente.
E concludo con un invito a chi, per primo, ha avuto la forza di uscire dal silenzio di un complice sistema, anche mediatico, il Dr. Bisignani: quell’idea di “ riunire energie intorno ad un tavolo comune per un confronto tra imprenditori, manager e finanzieri biancocelesti per favorire la definizione di un progetto condiviso di sviluppo sportivo e societario”.
Quell’idea, però, che veda coinvolti anche i tifosi, così come, da anni, sto chiedendo a tutte le Istituzioni, nazionali e sportive.
Allora sì che potremo vantarci di aver portato nel calcio qualcosa di nuovo e di vero.
Alfredo Parisi
Presidente Federsupporter









