L’Italia è ancora uno Stato di diritto ?
Il servizio di Report ha portato all’attenzione dell’opinione pubblica elementi che, se confermati, pongono interrogativi molto seri sull’imparzialità dell’azione amministrativa. In una democrazia matura, fatti di questo rilievo dovrebbero essere chiariti con la massima tempestività e trasparenza.
Colpisce che, almeno per quanto risulta pubblicamente, non siano emersi accertamenti idonei a fugare ogni dubbio, né verifiche tecniche sull’immobile del senatore Claudio Lotito, nonostante si trovi in un’area sottoposta a vincolo archeologico, dove normalmente ogni intervento è soggetto a controlli particolarmente rigorosi.
Ancora più difficile da comprendere è che la stessa dirigente continui a essere investita di decisioni strategiche e controverse, come quella relativa allo Stadio Flaminio. Anche quando non vi siano responsabilità accertate, il principio di opportunità istituzionale dovrebbe suggerire la massima cautela, proprio per tutelare la credibilità della pubblica amministrazione.
Il punto, però, è ancora più ampio. Quando vicende di evidente interesse pubblico non vengono chiarite con la necessaria rapidità, il rischio è quello di alimentare nei cittadini la convinzione che esistano persone più uguali di altre. Ed è una percezione devastante per la fiducia nello Stato.
Da cultore del diritto, non pretendo condanne mediatiche né processi sommari. Pretendo, però, che tutti siano sottoposti alle medesime regole e agli stessi controlli, senza eccezioni e senza privilegi, reali o percepiti.
Fermo restando il sacrosanto principio di autonomia e indipendenza dell’azione penale — che non riteniamo in alcun modo di poter influenzare, e della quale non abbiamo alcuna conoscenza se sia avviata o sia in corso — riteniamo che proprio per questo i cittadini abbiano il diritto di attendersi che, di fronte a fatti di così rilevante interesse pubblico, ogni verifica necessaria venga svolta con rigore, tempestività e trasparenza. Il silenzio delle istituzioni non tutela la legalità, ma alimenta il sospetto.
E quando il sospetto sostituisce la fiducia, a perdere non è una parte politica, ma lo Stato di diritto.
Fravili Fabio









