Ho aspettato giorni prima di scrivere alcuni pensieri sull’insostenibile ed assurda situazione che stanno vivendo i tifosi biancocelesti.
Mi hanno sollecitato alcuni articoli di quella rubrica che, ormai,da mesi seguo, AGORA’Lazio, sul quotidiano romano Il Tempo.
Il termine dell’antica Grecia ben riassume quello che l’unico giornale italiano ha costruito: un raduno, una adunanza che dà libertà di parola alle decine di migliaia di tifosi, con un confronto di idee sulla situazione che sta vivendo la Lazio.
Oggi mi soffermo in una AGORA’ personale, richiamando. in ordine temporale, alcuni recenti articoli :
23.09 2026:” Felice per i risultati ma non tornerò allo Stadio Olimpico” di Stefano Andreotti;
24.09,2026 :” La protesta dei laziali in Inghilterra e Germania” di Daniele Rocca;
25.09.2026: “ E’ in malafede chi sovrappone risultati e protesta “ di Alberto Ciapparoni;
26.09.2026: “ Un bel risultato non ricuce la nostra ferita” di Gabriele Paparelli.
Riunire i pensieri espressi negli articoli sintetizza ciò che di grande sta avvenendo alla Lazio.
La “stanchezza” per una conflittualità ormai strutturale si riflette in quella mancanza di “rispetto” da parte della componente societaria ( S.Andreotti) che dovrebbe presiedere qualunque rapporto basato sulle persone, specie se queste sono anche “clienti” .
Così, la lente di ingrandimento della stampa europea evidenzia, da ultimo, con una chiarezza sconosciuta alla stampa nostrana, “la dimensione politica della vicenda…e le possibili ricadute elettorali per Forza Italia “ ( Times) oltre al particolare risalto dato alla “petizione lanciata da Alberto Ciapparoni e Federico Marconi firmata da 45.000 tifosi per chiedere la cessione del club” ( Frankfurter Allgemeine Zeitung).
Una analisi semplice ma efficace che si scontra con chi “ E’ in malafede nel sovrapporre risultati e protesta” e che sottolinea la “tanta voglia di libertà e la tanta consapevolezza, una combinazione rara che andrebbe studiata invece di sospettarla”(Alberto Ciapparoni).
Ma lo studio per questo fenomeno richiede libertà di pensiero: una dote sconosciuta alla nostra stampa che non è riuscita a richiamare all’attenzione quell’elemento sottolineato con forza” il rispetto della libertà che oggi a mesi di distanza resta disattesa. Peggio: violata”.Ma “questa protesta non si fermerà- Non perché siamo ostinati ma perché abbiamo capito. Noi continuiamo ad esserci. Con la stessa libertà del primo giorno” (Alberto Ciapparoni).
Un filo rosso cuce gli articoli citati : dalla stanchezza per una conflittualità permanente,alla mancanza di rispetto all’ apparente (perché tale non può che essere) e vigliacco disinteresse della politica, alla malafede di chi, coscientemente, perché fa troppo comodo, sovrappone risultati e protesta, senza comprenderne la portata sociale, alla mancanza di libertà, non solo disattesa ma, apertamente. violata che, nonostante tutto, mantiene alta la sua bandiera, sostenuta, ad abundantiam, dalla recente sentenza della Corte d’Appello di Roma.
Infine, il richiamo a quella pazienza, tipica degli spartani assediati che attendono “ Qualcuno che dica una volta sola : avete ragione: ricominciamo “ ( Gabriele Paparelli).
Ecco in queste poche parole, ma in tanti sentimenti, si racchiude la verità di questa manifestazione e di chi ha voglia di raccontarla, con la stessa libertà di pensiero, che caratterizza le migliaia di tifosi laziali che sostengono la “rivoluzione”.
Alfredo Parisi









